Due giovani turiste italiane sono rimaste gravemente ferite in un incidente stradale avvenuto questa mattina tra Mombasa e Malindi. Secondo la prima ricostruzione, le due ragazze erano a bordo di un veicolo noleggiato appena atterrate in Kenya, quando l'autista del mezzo su cui viaggiavano avrebbe perso il controllo andando a sbattere contro un'auto che proveniva dalla corsia opposta, una Land Cruiser, secondo quanto riferisce il quotidiano locale The-Star.

Un impatto terribile costato la vita ad uno degli occupanti del mezzo di proprietà della Coast Water Service Board, secondo quanto riferisce una società che si occupa del controllo delle acque. Mentre le due italiane, 26 e 34 anni, sarebbero state sbalzate fuori dell'abitacolo riportando diverse ferite. Una delle due è in prognosi riservata presso l'Aga Khan Hospital di Mombasa, mentre la compagna è fuori pericolo, ma con ferite alle gambe.

La dinamica. L'incidente è avvenuto nella contea di Kilifi, nel villaggio di Chamani, su un tratto di strada molto pericoloso su cui viaggiano centinaia di mezzi spesso a velocità sostenuta. L'auto su cui viaggiavano le due turiste italiane, partito dall'aeroporto di Mombasa e diretto in un villaggio di Watamu, una delle mete più gettonate della costa keniana, si è scontrato frontalmente con il veicolo proveniente dalla corsia opposta. Dall'impatto si è subito compresa la gravità dell'incidente: sul posto è intervenuta l'assistenza immediata del Consolato Onorario di Malindi che si è immediatamente incaricata di seguire le connazionali e avvertire le famiglie italiane. Il console italiano a Mombasa, Fiorenzo Castellano, sta seguendo personalmente la vicenda ed è in costante contatto con le famiglia delle due giovani connazionali.

In questi giorni, per altro, la diplomazia italiana in Kenya è in subbuglio per la vicenda del rapimento della cooperante italiana Silvia Romano, portata via con la forza da un villaggio nell'entroterra nella notte tra il 20 e il 21 novembre scorso.

I precedenti

Non è la prima volta che si verificano incidenti gravi sulla costa keniana in cui vengono coinvolti italiani: nel febbraio del 2015 il Console Onorario d'Italia a Malindi, Marco Vancini, perse la vita in circostanze analoghe nei pressi di Watamu. L'imprenditore lombardo 59enne, proprietario di numerose attività sulla costa keniota tra cui il Coral Key Resort, si schiantò con il suo fuoristrada contro un camion durante un sorpasso sulla strada verso Malindi. Chi frequenta quelle zone non ha dubbi che spesso le strade che collegano i maggiori centri turistici sono vere e proprie trappole mortali con persone che troppo spesso mettono a rischio la vita altrui e la propria. Sul banco degli imputati finisco soprattutto i fatidici "matatu", minibus che trasportano persone da un luogo all'altro del Kenya incuranti di qualsiasi codice della strada, per arrivare alla meta nel minor tempo possibile e caricare a bordo altri passeggeri da trasportare. Quello dei trasporti soprattutto dei turisti è un mercato che spesso non conosce regole in Kenya e in cui la sola ragione del guadagno mette in pericolo la vita di cittadini e ignari turisti che arrivano sulla costa keniota per trascorrere qualche settimana sulle bellissime spiagge affacciate sull'Oceano Indiano.