Potrebbe essere un serial killer professionista, un ex militare, l'uomo che ha fatto sparire nel nulla la piccola Maelys de Araujo, di 9 anni. Il suo nome è Nordhal Lelandais, e potrebbe essere legato a vari episodi di cronaca nera, che si sono verificati in Savoia.

Secondo gli investigatori Lelandais sarebbe il cecchino che ha sterminato una famiglia in vacanza, un cittadino britannico di origine irachena Saad al-Hilli, la moglie Iqbal e la suocera, e un ciclista, sul lago di Annecy. La tragedia di Chevaline risale al 2012, ma è solo uno degli omicidi che appartengono a una lunga sequenza sanguinosa.

Il killer soprannominato "Nono", ha 34 anni, è un ex militare riformato per problemi psicologici, tra i quali la dipendenza da stupefacenti, ed ex titolare di una poco redditizia attività di addestramento cani. Per la madre, con cui vive, l'uomo è descritto come un angelo. Secondo una ex fidanzata sarebbe invece un violento. Lelandais ha sempre respinto tutte le accuse.

Lelandais è in carcere dallo scorso 3 settembre, indagato per il sequestro e l’omicidio di Maelys. La piccola è scomparsa mentre si trovava ad una festa di matrimonio con i suoi genitori, e non è stata più ritrovata. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori  francesi, e riportata dal Corriere della Sera, la bambina è stata uccisa nella notte tra il 26 e il 27 agosto a Pont-de-Beauvoisin. Alle 2 e 46 e 12 secondi, secondo il procuratore di Grenoble Jean-Yves Coquillat, Nordhal Lelandais ha messo il telefonino in modalità aereo. Alle 2 e 47,  l’Audi 3 di Lelandais è stata ripresa dalle videocamere di sorveglianza e accanto a lui si c'era una figura piccola, vestita di bianco, come Maelys. Alle 3 e 24 e 29 secondi, l’auto è stata di nuovo ripresa a Pont-de-Beauvoisin, procedenso in senso inverso e ma nell'abitacolo c'era solo Lelandais. 

Ora l'uomo è indagato anche per un altro caso, quello del caporale Arthur Noyer, 23 anni, scomparso nella notte tra l’11 e il 12 aprile a Chambéry, sempre in Savoia. Anche in questo caso i filmati della videosorveglianza mostrano l'Audi 3 del sospettato, ed esiminando le celle telefoniche si è scoperto che i telefonini di entrambi si sono trovati negli stessi posti negli stessi minuti. I due uomini erano stati nella stessa discoteca di Chambéry, e Noyer aveva cercato di fare l’autostop per tornare in caserma. Forse è stato Lelandais a dargli un passaggio. Il 25 aprile, il sospettato aveva fatto una ricerca su Internet con le parole "corpo in decomposizione". Il 7 settembre un escursionista ha trovato nei pressi di Montmélian un cranio umano. Due giorni fa sono arrivati i risultati del test del Dna: si tratta dei resti di Arthur Noyer.