Dopo 5 anni ha ancora il cuore spezzato, ma ha trovato il coraggio di parlare della tragica scomparsa di sua figlia neonata. Lexi aveva appena 12 settimane quando ha improvvisamente smesso di respirare mentre sua mamma Gemma Williams, 33 anni, era uscita con lei a fare shopping. La piccola è stato colpito da un difetto cardiaco congenito molto raro, il cosiddetto “Ritorno venoso anomalo polmonare totale (RVPAT)”. Parlando dalla sua casa nel Carmarthenshire, nel Galles del Sud, che condivide con il padre di Lexi, Jason Thomas, 39 anni, e il figlio di 3 anni, Oliver, la donna ha detto: "Perdere un figlio è qualcosa che non riesci mai a superare, rimane con te. Non ti abbandona mai”.

Gemma ha passato gli ultimi cinque anni a lottare contro il dolore e ora ha istituito un gruppo di sostegno, The Compassionate Friends, per i genitori in lutto. “Pensiamo a Lexi ogni giorno perché è stata una parte così grande della nostra vita. È stato duro anche per il mio compagno, Jason. Penso che gli uomini forse lo affrontino in modo diverso, ma nel complesso noi come una famiglia siamo stati fatti a pezzi" ammette Gemma. Oggi lei e Jason hanno anche iniziato una campagna per gli ospedali dedica a tutti i neonati che soffrono di patologie cardiache. "È molto difficile parlare con qualcuno che non ha vissuto quello che abbiamo vissuto noi. Con questi incontri vogliamo mettere in contatto gli altri con dei genitori in lutto. "In un certo senso, persone nella stessa barca, sanno cosa stai per dire prima che lo dici, sanno cosa stai provando” spiega la 33enne.

E, ricordando la tragedia avvenuta nel marzo 2013, la donna ha aggiunto: "Era presto e sono andata a fare shopping, volevo trovare dei bei vestiti a Lexi. Avevo lasciato il negozio e ho ripreso a camminare verso la mia macchina, ho toccato il suo viso aspettandomi una sua reazione, ma nulla, l'ho presa in braccio, chiamandola per nome ma ancora nulla” ricorda. “Ho fermato una macchina per chiedere aiuto, l'autista ha detto che stava bene, ma sapevo che c'era qualcosa di sbagliato, quindi sono tornato di nuovo a Next e ho urlato aiuto. Per fortuna c'era qualcuno addestrato lì che ha fatto un massaggio cardiaco a Lexi e il personale ha telefonato al 999”, dice ancora. Purtroppo per la bimba era già tardi.