Dopo 67 anni una donna statunitense verrà uccisa negli Stati Uniti in esecuzione di condanna a morte: accadrà il prossimo 8 dicembre, quando Lisa Montgomery verrà sottoposta a un'iniezione letale nel penitenziario federale di Terre Haute, in Indiana: la donna è stata condannata in via definitiva nel 2004 per aver strangolato una donna di 29 anni incinta. Dopo averle tagliato il ventre aveva rapito la bimba di otto mesi non ancora nata e che oggi ha 16 anni.

Numerosi sono stati gli appelli in queste settimane da parte dei legali di Montgomery secondo i quali la decisione del ministro è "una grave ingiustizia": la donna ha sempre sofferto di gravi disturbi psichici, avendo vissuto un'infanzia e un'adolescenza colme di violenze e di abusi, e più volte è stata violentata dal compagno della madre e in seguito anche dai due mariti.

Per trovare una donna vittima del boia federale negli Stati Uniti  occorre tornare al 1953, quando furono in due ad essere giustiziate. Una era Ethel Rosenberg, protagonista di una delle vicende più controverse degli anni della guerra fredda. Con il marito era stata condannata alla sedia elettrica con l'accusa di spionaggio, per aver consegnato all'Unione Sovietica informazioni segrete sulla bomba atomica. Suo fratello infatti lavorava al famoso "Progetto Manhattan" a Los Alamos, in New Mexico. L'altra detenuta giustiziata nel 1953 è stata Bonny Heady, condannata alla camera a gas per aver ucciso un bimbo di 6 anni. L'unica altra donna della storia statunitense mandata a morte per ordine del governo federale è stata nel 1865 Mary Suratt, titolare di una pensione, impiccata con l'accusa di aver preso parte a una congiura per assassinare il presidente Abraham Lincoln.