Ucraina: esplosioni e spari a Mariupol, prima vittima dopo la tregua

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Nonostante il cessate il fuoco, forti esplosioni e spari sono state avvertiti in Ucraina orientale.

UPDATE – Berlusconi: "Nato irresponsabile" – Intanto sul caso Ucraina è intervenuto anche Silvio Berlusconi che ha parlato di irresponsabilità della Nato. "Le decisioni dei vertici occidentali, americani, Nato, e vertici europei, sono irresponsabili, hanno cancellato e stanno cancellando il grande lavoro e i risultati che avevamo conseguito noi nel 2002 con il trattato di Pratica di Mare, mettendo fine a mezzo secolo di guerra fredda che ci aveva angosciati" ha detto infatti Berlusconi, aggiungendo: "A causa di una malaugurata carenza di leadership internazionale si sta assumendo un atteggiamento ridicolmente e irresponsabilmente sanzionatorio nei confronti della Federazione Russa, che non può non difendere i cittadini ucraini di origine russa che considera come fratelli".

UPDATE: Prima vittima dopo la tregua. Non regge la tregua tra Ucraina e separatisti filorussi. Nell'est del Paese infatti si registra la prima vittima dopo la firma del cessate il fuoco. Si tyrata di una donna rimasta uccisa durante i bombardamenti e gli scontri armati avvenuti nella notte tra sabato e domenica nei pressi della città portuale di Mariupol, sul mare di Azov. In un comunicato, il comune di Mariupol ha fatto anche sapere che oltre alla vittima altre tre persone sono rimaste ferite quando i separatisti hanno aperto il fuoco su un posto di blocco in mano ai governativi alla periferia orientale della città. Secondo alcune agenzie di stampa il cessate il fuoco sembra sia stato violato anche a Donetsk, la città in mano ai separatisti. Qui gli scontri ci sarebbero stati nei pressi dell’aeroporto, area controllata dalle forze regolari di Kiev.

Il cessate il fuoco firmato a Minsk tra Kiev e separatisti filorussi venerdì scorso appare già in bilico. Nonostante la tregua infatti si è tornato a sparare nell'est dell'Ucraina dove nella notte si sono udite forti esplosioni e spari a Mariupol e vicino all'aeroporto di Donetsk, due delle zone più colpite dal conflitto. Secondo fonti di stampa presenti in zona, infatti, una serie di bombardamenti sporadici seguiti da raffiche di armi automatiche si sono sentiti all'alba di oggi nella periferia di Mariupol, una delle principali città dell'Ucraina orientale. Già poco dopo l'inizio della tregua, scattata alle 18 di venerdì, le due parti si erano scambiate accuse reciproche di violazioni dell'accordo sul cessate il fuoco, che ora appare sempre più in bilico. In nottata poi forti esplosioni sono state sentite nella zona est di Mariupol che secondo alcuni testimoni, citati dall'agenzia Reuters, sarebbero state causate da un prolungato fuoco di artiglieria pesante. In zona è stata avvistata una grossa colonna di fumo e fiamme proveniente da un posto di controllo delle forze governative ucraine e anche un impianto industriale e un distributore di benzina sono stati visti bruciare.

Cessate il fuoco a rischio

Carri armati dell'esercito ucraino sono stati visti accorrere sul posto per poi tornare indietro, mentre decine di automobili si allontanavano dalla zona. L'esercito ucraino, prima dell'accordo per la tregua, aveva rinforzato le difese della città, nel timore di attacchi dei ribelli filo-russi. "C'è stato un attacco di artiglieria, ci sono state alcune esplosioni ma non abbiamo informazioni su eventuali vittime", ha affermato un poliziotto ucraino presente sul posto. Del resto Mariupol è una importante città portuale a Sud di Donetsk da sempre contesa tra le due parti in lotta. Come comunicato dal governo ucraino, poco prima degli spari il presidente Petro Poroshenko e il leader russo Vladimir Putin avevano avuto anche un nuovo colloquio telefonico in cui si erano detti soddisfatti di come le parti in conflitto stessero rispettando l'intesa.

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