
Possiamo tirare le fila di questa guerra tra Usa e Iran, quindi?
Prima della guerra di Trump e Netanyahu all’Iran lo stretto di Hormuz era aperto. Ora è aperto, di nuovo, ma il mondo sa che l’Iran potrebbe chiuderlo quando vuole, o imporre un pedaggio quando vuole, e nessuno glielo potrà impedire.
Prima l’Iran aveva l’uranio e poteva arricchirlo. Ora, per il momento, ha ancora l’uranio e può arrivare ad arricchirlo. A meno che gli Usa non trovino un accordo per impedirglielo, nei prossimi giorni. Un accordo come quello che negoziò Obama con l'iran, e che fu stracciato da Trump.
Prima l’Iran era la “testa del polipo” che finanziava una serie di milizie come Hamas, Hezbollah, gli Houti. Ora quelle milizie sono ancora vive. E l’Iran può serenamente continuare a finanziarle.
Prima Trump aveva ancora un qualche legame con l’Europa e coi suoi alleati Nato. Oggi quei legami sono stati devastati dalla guerra, anche con governi fino ad allora “amici” come quello italiano. E adesso tocca a Trump tendere la mano.
Prima gli Usa erano una potenza militare egemone e temuta. Ora hanno mostrato al mondo – e alla Cina in particolare – che con la loro soverchiante supremazia militare, non sono comunque in grado di vincere una guerra nemmeno con un regime sotto embargo da anni.
Prima il regime iraniano era attraversato da proteste continue. Oggi, dopo la guerra, nessuno protesta più. E i giovani e le donne iraniane hanno capito che gli Usa non arriveranno mai a liberali.
Prima, un risultato del genere sarebbe stato definito una sconfitta su tutta la linea. Adesso Trump arriva a definirlo come una grande vittoria senza aver centrato nemmeno un obiettivo di quelli che si era proposto cominciando questa guerra. E forse sarebbe bastato dire questo.