È di 26 vittime e 57 feriti, di cui almeno 8 in gravi condizioni, il bilancio definitivo del folle attacco messo in atto ieri, sabato 8 febbraio, a Korat, nel Nord della Thailandia, dove un soldato di 32 anni, Jakkrapanth Thomma, ha aperto il fuoco con una mitragliatrice cominciando a sparare all'impazzata all'interno di un centro commerciale e in diretta Facebook. Il killer è stato poi sua volta neutralizzato dalle forze speciali che, dopo un'operazione durata ora, sono riuscite a fermarlo e ad ucciderlo. "Questa è una strage senza precedenti nel nostro Paese", è stato il commento del Primo Ministro Prayuth Chan-o-cha, rilasciato ai giornalisti mentre teneva il conteggio finale delle persone coinvolte domenica mattina dopo aver visitato i feriti negli ospedali. Intanto continuano le indagini: a quanto pare, la sparatoria sarebbe nata dalla disputa personale tra il sergente e la suocera del suo ufficiale comandante per la vendita di una casa.

L'uomo, prima e durante l'attentato, avrebbe postato vari video su Facebook, prontamente cancellati, assieme a un video-selfie con il fucile in cui affermava di "essere stanco" e aggiungendo che "la morte è inevitabile per chiunque". Dopo aver aperto il fuoco contro il suo comandante e altre due persone nella base militare, ha saccheggiato il deposito d'armi di una caserma dell'esercito, da dove ha recuperato pistole, una mitragliatrice e oltre 700 proiettili, è fuggito a bordo di una jeep rubata e ha colpito altri civili lungo la strada e all'interno di un centro commerciale, nel distretto di Muang, provocando la morte di 26 persone. Numerosi sono i video condivisi sui social network dai cittadini presenti all'attacco, in cui si sentono chiaramente gli spari del killer. Dopo essersi asserragliato nel mall per ore, le forze speciali hanno fatto irruzione nell'edificio e lo hanno infine ucciso, come confermato dal ministro della Salute e dal capo della Polizia thailandese. Inoltre, il premier Prayut Chan-o-cha ha infine chiarito che le vittime non dovranno pagare i conti dell'ospedale per le ferite riportate ma che sarà tutto a spese del governo.