Di fronte a una catastrofe come un terremoto bisognerebbe essere estremamente equilibrati e prudenti nelle dichiarazioni pubbliche. E' una regola elementare che evidentemente non conosceva la sindaca di Durazzo, Valbona Sako, che in un'intervista rilasciata all'emittente televisiva Top Channel ha detto: "Sono contenta che siano morte soltanto 50 persone” e “in fondo molti concittadini hanno avuto la possibilità di essere ospitati in hotel a 5 Stelle per le vacanze che altrimenti non avrebbero potuto permettersi”. Parole che hanno suscitato un vespaio di polemiche che l’hanno costretta a rassegnare le dimissioni ad appena quattro mesi dall'inizio del suo mandato.

L'ormai ex sindaca ha tentato di rimediare con un post su Facebook, ma ormai il danno era stato fatto: “Le mie intenzioni sono state fraintese. Sono ferita dalle reazioni negative a un’intervista che ho rilasciato. Uno stress che va oltre le mie forze, per questo ho deciso di dimettermi da sindaco di Durazzo. I miei più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che mi hanno creduto e spero, un giorno, di essere capita da tutti”.

Il terremoto ha causato 51 morti, 26 dei quali proprio a Durazzo. Tutte le vittime sono state trovate sotto le macerie di cinque edifici: due alberghi del lungomare sud di Golem, Villa Palma e Miramare, e tre palazzine, in una delle quali i morti sono stati otto. Sako nella sua intervista voleva ribadire il concetto espresso poco prima dal premier albanese: “Abbiamo trasferito le persone coinvolte dal terremoto in alberghi di lusso, non era mai accaduta prima una cosa del genere”, aveva detto Edi Rama, che tra l'altro era stato colpito anche personalmente da un lutto, perdendo un'amica di famiglia. Valbona Sako era stata eletta la scorsa estate dopo l’addio di Vangjush Dako, anche lui socialista.