Ted Bundy, il DNA lo collega a un altro omicidio del 1974: uccise la 17enne Melissa Smith nello Utah

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Melissa Ann Smith / Ted Bundy
Il DNA ha permesso di attribuire a Ted Bundy l’omicidio di Melissa Ann Smith, 17 anni, scomparsa nell’ottobre 1974 e trovata morta nove giorni dopo nello Utah. Il caso è stato risolto grazie al confronto con le prove genetiche di un’altra vittima del serial killer. Gli investigatori però lavorano anche su altri delitti irrisolti.

Per oltre mezzo secolo il nome di Ted Bundy è rimasto legato anche alla morte di Melissa Ann Smith, ma senza una conferma ufficiale. La ragazza aveva 17 anni quando scomparve nell'ottobre del 1974. Nove giorni dopo, il suo corpo fu trovato da un cacciatore nella zona di Summit Park, vicino a Park City, nello Utah. Ora, a 52 anni da quel ritrovamento, gli investigatori hanno chiuso il caso attribuendo l'omicidio al serial killer americano, giustiziato nel 1989.

La svolta è arrivata grazie al DNA conservato per decenni e a nuove tecniche di analisi. Il confronto con le prove raccolte nel caso di Laura Ann Aime, un'altra diciassettenne uccisa nello Utah nel 1974, ha permesso di collegare i due delitti a Bundy. Il caso di Aime era stato risolto nell'aprile 2026, quando le autorità avevano confermato il coinvolgimento del serial killer attraverso le analisi genetiche.

"Queste prove del DNA, considerate insieme agli elementi relativi al modello criminale, al movente, ai mezzi e all'opportunità, stabiliscono che Ted Bundy è responsabile dell'omicidio di Melissa Ann Smith", ha dichiarato Margaret Olson, procuratrice della contea di Summit, durante la conferenza stampa del 27 ottobre.

La scomparsa e il ritrovamento del corpo di di Melissa Ann Smith

Melissa era la figlia di Louis Smith, all'epoca capo della polizia di Midvale, una cittadina a sud di Salt Lake City. La sera del 18 ottobre 1974 lasciò un'amica in una pizzeria della città. Poco dopo fu vista in un ristorante a Murray. Poi di lei si persero le tracce.

Il 27 ottobre un cacciatore di cervi trovò il corpo della ragazza a Summit Park, una zona residenziale nei pressi di Park City. Le indagini non portarono allora all'identificazione ufficiale del responsabile. Il sospetto che l'omicidio potesse essere collegato a Bundy emerse già nel 1976, quando il serial killer era detenuto nello Utah per il rapimento di una diciassettenne.

Nonostante i sospetti, il caso rimase aperto per oltre cinquant'anni. "Sebbene all'epoca ci fossero molte speculazioni su un sospettato, non ne fu mai indicato ufficialmente uno e il caso non fu mai chiuso", ha ricordato Kacey Bates, sceriffo della contea di Summit.

Il confronto con il DNA di un'altra vittima

Il passaggio decisivo è avvenuto attraverso le prove conservate nel caso di Laura Ann Aime, anche lei diciassettenne, scomparsa la notte di Halloween del 1974. Il suo corpo fu ritrovato il 27 novembre nell'American Fork Canyon. Nell'aprile 2026 gli investigatori hanno attribuito a Bundy il suo omicidio grazie al DNA.

Il 14 luglio le autorità hanno confrontato il materiale genetico del caso Aime con le prove biologiche recuperate sul corpo di Melissa Smith. Il laboratorio criminalistico dello Utah ha rilevato profili genetici compatibili. Il risultato, trasmesso alla procura il 7 ottobre, ha consentito agli investigatori di chiudere anche il secondo caso.

A rendere possibile il confronto sono state anche le nuove tecnologie introdotte nel laboratorio statale nel 2023, che permettono di ricavare profili genetici completi da campioni degradati dal tempo, molto piccoli o contenenti materiale biologico di più persone.

"Questo caso dimostra quanto sia importante conservare le prove", ha dichiarato Rosie Rivera, sceriffo della contea di Salt Lake. La stessa Rivera ha spiegato che gli investigatori intendono continuare a utilizzare gli strumenti scientifici per risolvere i delitti rimasti senza un responsabile, anche quando sono trascorsi decenni.

Quali sono i casi ancora aperti collegati a Ted Bundy

La chiusura dell'indagine su Melissa Smith non esaurisce le verifiche sui delitti attribuiti a Bundy. Prima dell'esecuzione, avvenuta in Florida il 24 gennaio 1989 sulla sedia elettrica, il serial killer confessò di aver ucciso almeno 30 donne e ragazze. Non tutte le confessioni sono state confermate da prove indipendenti.

Nello Utah gli investigatori stanno lavorando anche sul caso di Nancy Wilcox, scomparsa a 16 anni nel 1974 e ritenuta una delle possibili vittime di Bundy. Tra le altre vicende che le autorità considerano potenzialmente collegate al serial killer ci sono la scomparsa di Susan Curtis, 15 anni, nel 1975, e la morte di Deborah Smith, il cui corpo fu trovato vicino all'aeroporto internazionale di Salt Lake City nel 1976.

"Con ogni caso che chiudiamo, possiamo cancellare un po' di più il ricordo di Ted Bundy", ha dichiarato Mike Reynolds, sergente della contea dello Utah. Gli investigatori hanno già contattato i familiari di Melissa, che non vivono più nella zona. I parenti più stretti non hanno partecipato alla conferenza stampa e hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.

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