Incendio al Nido dell’Aquila, l’ex rifugio di Hitler in Baviera: un motociclista fermato per aver appiccato il rogo
Nella notte è scoppiato un enorme incendio all'ex rifugio nazista denominato Nido dell'Aquila (Kehlsteinhaus). Il rifugio frequentato anche da Hitler è stato oggetto di un rogo doloso per il quale è stato arrestato un sospetto, un motociclista.
Secondo le ricostruzioni, l'incendio è scoppiato venerdì sera alle ore 21.52. L'orario si conosce con esattezza perché sul rifugio è puntata una telecamera che trasmette in diretta i panorami del Nido dell'Aquila e del monte Jenner a Berchtesgaden, in Baviera.

L'accesso al Nido dell'Aquila risulta particolarmente impervio e questo ha complicato le operazioni dei vigili del fuoco e dei soccorsi, allungando le attività necessarie per lo spegnimento delle fiamme. Il fumo persistente unito all'alta quota – 1.834 metri – hanno reso necessario il ricorso di autorespiratori da parte degli stessi soccorritori.
Giunti sul posto, gli agenti di polizia hanno accertato che non c'erano persone in quel momento nel rifugio montano, e non si registrano feriti.

La polizia dell'Alta Baviera ha reso noto, nelle prime ore di sabato mattina, che una persona sospetta è stata posta in stato di fermo. Si tratterebbe di un motociclista fermato mentre scendeva dalla montagna. I motivi per cui sarebbe stato appiccato l'incendio non sarebbero ancora noti.
Il Nido dell'Aquila oggi è un rifugio e un ristorante, e dovrebbe restare aperto fino alla fine della stagione il prossimo 8 novembre. Storicamente però era tutt'altro: un rifugio per i gerarchi nazisti nei quali soggiornò anche Adolf Hitler.