“Il copilota FlyDubai voleva far schiantare l’aereo a luglio ma ha rinunciato all’ultimo”: la rivelazione dall’interrogatorio

Immagine
Hamam al-Hammami, intendeva far schiantare l’aereo contro l’aeroporto Ben Gurion e aveva già tentato di dirottare il volo nel luglio scorso prima di rinunciare al piano di attacco all’ultimo minuto. È quanto emerge dagli interrogatori in corso.

Il copilota responsabile del tentativo di dirottamento del volo Fly Dubai diretto a Tel Aviv, Hamam al-Hammami, intendeva far schiantare l'aereo contro l'aeroporto Ben Gurion e aveva già tentato di dirottare il volo nel luglio scorso prima di rinunciare al piano di attacco all'ultimo minuto. È quanto emerge dagli interrogatori in corso negli Emirati Arabi Uniti , dove l'uomo è stato estradato dopo l'atterraggio di emergenza e l'arresto, e rivelati ora dal canale israeliano Channel 12.

Secondo le rivelazioni dell'emittente, che parla di fonti vicino alle indagini, l'uomo avrebbe dichiarato agli inquirenti che stava progettando l'attentato da mesi e che il piano era quello di prendere il controllo del velivolo uccidendo il pilota con l'ascia di emergenza e mantenendo rotta e autorizzazioni consuete prima di far precipitare il Boeing sull'aeroporto israeliano in modo che nessuno potesse accorgersi di quanto stava avvenendo.

Il suo piano messo in atto mercoledì scorso è fallito grazie soprattutto al capitano Smit Machchhar che nonostante fosse stato accoltellato e ferito, è riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio chiedendo aiuto e permettendo a un piccolo gruppo di passeggeri israeliani di bloccare e immobilizzare Hammami.

Secondo le stesse fonti, il copilota aveva intenzione di portare a termine l'attacco ancora prima di volare per la compagnia aerea e per questo aveva cercato deliberatamente un impiego presso un vettore che operasse voli verso Tel Aviv. "Ho verificato quale compagnia aerea volasse a Tel Aviv. Per questo ho scelto Flydubai. L'avevo pianificato ancor prima di essere assunto" avrebbe detto agli inquirenti.

L'attentato inoltre era organizzato da mesi, durante i quali si era recato più volte all'aeroporto Ben Gurion per avere tutti i dati e le informazioni necessarie per prendere il controllo del volo al momento giusto e per capire quale fossero le misure di sicurezza. Non solo, l'uomo avrebbe cercato di portare a termine l'attacco già a luglio, durante un altro volo verso Tel Aviv, ma avrebbe annullato tutto all'ultimo momento perché aveva scoperto che tra l'equipaggio vi era un suo amico di vecchia data.

Secondo gli investigatori israeliani, il copilota di FlyDubai probabilmente però era un lupo solitario e agiva da solo. Se condannato, l'uomo potrebbe ora rischiare la pena di morte visto che Abu Dhabi intende chiedere la pena più severa possibile.

Intanto Israele ha chiesto agli Emirati Arabi Uniti di estendere gli interrogatori anche agli assistenti di volo mentre il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha incaricato il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale di condurre un'analisi approfondita di "tutti gli aspetti" delle misure di sicurezza per i voli civili stranieri diretti in Israele. La decisione dopo pesanti critiche sul mancato controllo sulle compagnie aeree straniere, tra cui la segnalazione secondo cui alti organi israeliani avevano avvertito per anni che il Ministero dei Trasporti non stava effettuando controlli di sicurezza adeguati sui voli stranieri.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views