Attacchi hacker incrociati tra Ucraina e Russia, messe fuori uso le app di allerta per i raid aerei
L'app di allerta che segnala ai cittadini ucraini gli imminenti attacchi aerei è stata hackerata e messa fuori uso. Lo ha fatto sapere l'aeronautica militare attraverso il proprio canale Telegram.
Alla mezzanotte di domenica è terminato ufficialmente il cessate il fuoco nella regione ucraina di Oleshky e i cittadini erano stati invitati a essere particolarmente vigili rispetto ai segnali di allarme.
Secondo le forze ucraine, nella giornata di domenica, l'app avrebbe mostrato su alcune città, prime fra tutte la capitale Kiev e Kherson, i segnali di allarmi nucleari e chimici. "Sembra che l'app Air Alert sia stata oggetto di influenza nemica. Non c'è alcuna minaccia! Mantenete la calma e seguite i nostri aggiornamenti sul nostro canale!", hanno scritto dall'aeronautica. Gli allarmi apparsi sui telefoni dei cittadini parlavano di rischio radiazioni, attacchi chimici e combattimenti in strada.

Lunedì 2 novembre, anche la Russia ha affermato di essere stata oggetto di un attacco hacker rivolto alla sua applicazione per avvisare i cittadini dei raid aerei. L'annuncio è arrivato su Telegram da parte del Ministero delle Emergenze russo: "Attenzione! L'applicazione del Ministero delle Emergenze della Russia è stata oggetto di un massiccio attacco informatico, che ha permesso agli aggressori di inviare false informazioni al pubblico".
L'attacco hacker può avere molte finalità, ma come aveva spiegato in un'intervista al Guardian il ministro ucraino dell'economia e dell'ambiente, Oleksandr Kravchenko, gli allarmi missilistici costano circa 45 milioni di dollari (pari a circa 39,66 milioni di euro). Secondo il ministro, gli allarmi fermerebbero le attività economiche per almeno un'ora, con conseguenti ripercussioni su un'economia già messa in crisi dal conflitto.
"Se le persone si rifugiano in un bunker, gli affari si fermano", aveva affermato. Per questo, le autorità hanno creato un sistema di allerta a due colori: giallo e rosso. Con il primo, le attività continuano a operare anche durante attacchi aerei prolungati. L'hackeraggio però mette a rischio anche questo sistema che già di base non si è dimostrato particolarmente efficace: nell'attacco all'Accademia delle Scienze di Kiev, i lavoratori sono rimasti ai loro posti senza scendere nei bunker anti-aerei perché l'allerta era di colore giallo.
In realtà, le perdite economiche ucraine non sono causate dal tentativo dei cittadini di mettersi in salvo, ma dal massiccio investimento nella spesa militare e anche dai danni causati alle centrali energetiche. Gli attacchi informatici incrociati segnano la fine della debole "tregua energetica" annunciata dal presidente Usa Donald Trump solo poche settimane fa.
In queste ore sono ripresi anche gli attacchi alle raffinerie russe. Due gli attacchi registrati domenica secondo i media russi: uno nella regione di Samara, nei confronti di una grande raffineria di proprietà della compagnia energetica statale Rosneft, e il secondo nella regione di Nizhny Novgorod.
La tensione si prepara a salire, nonostante quella appena conclusa sia stata definita da Davyd Arakhamia, il principale negoziatore ucraino, come la "più grande de-escalation dal 2022".