Guerra Ucraina-Russia

Ucraina, primo contatto tra Europa e Cremlino: telefonata di 90 minuti tra Putin e i leader di Norvegia e Finlandia

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I leader di Finlandia e Norvegia, il presidente Alexander Stubb e il primo ministro Jonas Gahr Støre, hanno avuto un colloquio diretto con Vladimir Putin per discutere del conflitto in Ucraina e dei possibili futuri negoziati di pace.

Una telefonata di un'ora e mezza da Helsinki per provare a riaprire un canale che da tempo si era completamente interrotto. I leader di Finlandia e Norvegia, il presidente Alexander Stubb e il primo ministro Jonas Gahr Støre, hanno avuto un colloquio diretto con Vladimir Putin per discutere del conflitto in Ucraina e dei possibili futuri negoziati di pace. Si tratta del primo contatto diretto tra il capo del Cremlino e dei leader europei dalla telefonata di Emmanuel Macron dello scorso luglio.

L'iniziativa, hanno precisato i due leader nordici, non è arrivata a nome dell'Unione Europea ma a titolo personale, nella loro veste di Paesi geograficamente confinanti con la Russia. La telefonata è stata preceduta da un lavoro di preparazione che ha coinvolto sia Kiev sia Washington, dopo l'incontro avvenuto la settimana scorsa a Oslo tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i rappresentanti nordici e l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Zelensky ha poi confermato di essere stato informato subito dopo la fine del colloquio, esprimendo apprezzamento per il tentativo diplomatico.

Sul contenuto del confronto, tuttavia, le distanze restano nette. Stubb e Støre hanno spiegato che l'obiettivo prioritario era far arrivare messaggi chiari al Cremlino in vista dei possibili colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Ucraina e Russia, provvisoriamente ipotizzati per l'inizio di novembre ad Abu Dhabi. Da Mosca non sono arrivati segnali di aperture sostanziali: Putin ha ribadito che qualsiasi intesa duratura dovrà tenere conto degli "interessi legittimi" della Russia, tornando a fare riferimento alle cause strutturali del conflitto che per il Cremlino coincidono con le aspirazioni sovrane di Kiev.

La mossa dei due Paesi nordici evidenzia la complessa fase diplomatica che sta attraversando l'Europa. Il riposizionamento della politica estera americana e l'ammorbidimento di alcune sanzioni sul petrolio russo hanno progressivamente ridotto lo spazio d'azione dei governi europei attorno al tavolo dei negoziati. La scelta di Stubb e Støre di muoversi autonomamente ha infatti suscitato reazioni fredde nel resto del continente, con la Svezia che ha richiamato alla necessità di mantenere una linea comune ed evitare corse in avanti dei singoli Stati.

Nonostante le divergenze di merito, le parti hanno concordato di mantenere aperto il canale telefonico diretto. Anche dal Cremlino, tramite il portavoce Dmitry Peskov, sono arrivati segnali di attenzione verso l'iniziativa, definita un confronto concreto tra paesi vicini, in un momento in cui la diplomazia tenta faticosamente di ritrovare uno spazio di manovra.

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