News su migranti e sbarchi in Italia

La manifestazione contro il CPR di Castel Volturno tiene insieme i vescovi campani e i centri sociali

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Sabato si sfila contro il centro per i rimpatri voluto dal governo in un’area di pregio naturalistico: in testa al corteo ci sarà anche Roberto Fico.

E' tutto pronto a Castelvolturno per la manifestazione nazionale contro il CPR voluto dal governo Meloni che dovrà sorgere, nelle intenzioni del governo, in località "La Piana". Si tratta di un'area di pregio naturalistico, recentemente designata dalla Regione Campania come area protetta, proprio come atto istituzionale di contrapposizione alla volontà del governo di costruirci un CPR. A promuovere la manifestazione, che si annuncia molto partecipata, una galassia molto trasversale che va dai vescovi campani fino ai centri sociali, passando per le Ong ed il movimento scout. Molte le presenze istituzionali e politiche, oltre a quelle dei movimenti autorganizzati dei migranti che hanno costruito una partecipazione importante delle comunità che vivono in Campania, preoccupate dalla costruzione del CPR.

I Centri per il rimpatrio in Italia sono finiti più volte al centro delle polemiche e delle proteste soprattutto per l'abuso di somministrazione di psicofarmaci che se ne fa al loro interno, sia in Italia che in Albania, con i due centri costruiti dal governo Meloni oltre frontiera. Negli ultimi 8 anni sono morte nei CPR italiani 19 persone, alcune per suicidio, altre a causa di mix di psicofarmaci. Alcune di queste morti sono finite in tribunale ed i processi si stanno svolgendo, in uno, nel caso della morte di Moussa Balde nel CPR di Torino, si è arrivati anche alla condanna in primo grado per la ex direttrice del centro.

"È l'inizio della lotta, i CPR devono essere questione nazionale"

Alla partenza del corteo, prevista intorno alle 13 sulla statale Domitiana, la manifestazione sarà salutata dal vescovo di Napoli, il cardinale don Mimmo Battaglia, da sempre vicino alle lotte per i diritti dei migranti. Alla conclusione invece ci sarà l'intervento del vescovo di Caserta, Pietro Lagnese. Presenti in piazza anche altri vescovi campani, ed anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che sarà nella testa del corteo insieme all'assessore regionale alle Politiche sociali, Andrea Morniroli, tra i promotori della manifestazione. Sono state annunciate anche di altri esponenti della giunta, come l'assessora all'Ambiente Claudia Pecoraro e quella alla Protezione Civile Fiorella Zabatta.

Solo dalla città di Napoli sono in partenza quasi 30 autobus che porteranno i manifestanti a Castelvolturno: "Avremo delegazioni da Milano, Bologna, Torino, Firenze, Roma, Padova, dalla Basilicata e anche due autobus dai ghetti dei braccianti della provincia di Foggia" spiega a Fanpage.it, Mimma D'Amico del Centro sociale Ex Canapificio di Caserta, tra i principali organizzatori della manifestazione. "La questione dei CPR deve entrare nell'agenda politica nazionale, bisogna chiudere quelli esistenti e fermare la costruzione dei nuovi. Questa battaglia è la punta dell'iceberg di una legislazione sull'immigrazione in Italia che va completamente cambiata, a cominciare dal superamento del decreto flussi, che proprio tra pochi giorni vedrà un nuovo scandaloso "click day" a cui dovranno sottoporsi i lavoratori migranti" sottolinea D'Amico.

La battaglia contro il CPR di Castelvolturno sarà senza dubbio lunga. Come riportato da Altraeconomia, lo scorso 20 ottobre, proprio nella settimana di preparazione della manifestazione nazionale, è stata aggiudicata la gara d'appalto con un ribasso addirittura del 25% sulla base d'asta di 43 milioni di euro. Ad aggiudicarsi i lavori un consorzio di imprese guidata dalla pugliese Ge.Di. Group, nel consorzio stabile Conpat scarl, insieme allo studio di architettura Izzo & Partners di Napoli.

"Noi continueremo la lotta dopo il 24 ottobre, sia sul territorio sia a livello istituzionale – spiega D'Amico – è pronta una diffida legale presentata dagli abitanti di Castelvolturno, ma proseguiremo la lotta nelle piazze. Ed anche a livello istituzionale, invitiamo la Regione Campania a proseguire la sua strada di opposizione all'opera e al tempo stesso a dare risposte ai cittadini di Castelvolturno, sui trasporti, sul diritto alla residenza e sul contrasto alla povertà".

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"Da qui rinasce il movimento antirazzista in Italia"

Il panorama delle associazioni che partecipano alla manifestazione di Castelvolturno è molto ampio, e comprende anche le Ong impegnate negli scenari di guerra e nella ricerca e soccorso in mare. Significativa sarà la presenza di Mediterranea Saving Humans, sia dalla Campania che dal resto d'Italia, con delegazioni dall'Emilia Romagna, da Roma e dal Piemonte. Presenti anche Action Aid, Medici Senza Frontiere, Legambiente e Libera. "Il fronte che ha convocato la manifestazione di Castelvolturno è una novità politica – spiega a Fanpage.it Sergio Serraino di Emergency – io credo che il 24 ottobre verrà ricordato come la data di rinascita del movimento antirazzista in Italia, e riparte proprio dalla Campania, da dove è nato dopo l'omicidio di Jerry Masslo". Il sindacalista Sudafricano fu ucciso a Villa Literno, proprio accanto a Castelvolturno, nell'agosto del 1989 da una banda di criminali per la sua attività sindacale tra i braccianti che lo vedeva impegnato a denunciare le condizioni di sfruttamento e riduzione in schiavitù. "Siamo in piena restaurazione razziale, bisogna alzare il livello della risposta a questo grande attacco ai diritti umani ed in generale alla civiltà" sottolinea Serraino.

All'appuntamento di Castelvolturno parteciperanno anche delegazioni parlamentari di AVS e del Partito Democratico, per il Pd hanno annunciato la loro presenza i deputati campani Susanna Camusso, Piero De Luca, Stefano Graziano, Marco Sarracino e Arturo Scotto, l'europarlamentare Sandro Ruotolo, e la consigliera regionale del Lazio, componente della segreteria nazionale, Marta Bonafoni. In piazza anche Rachele Scarpa, al deputata del Pd che svolge da anni una costante attività ispettiva all'interno dei CPR sia in Italia che in Albania.

"In questi 4 anni di visite ispettive nei CPR ho visto con i miei occhi la violenza e la disfunzionalità del sistema che il governo vuole estendere a tutte le regioni" spiega Scarpa a Fanpage.it. "Una quantità di sofferenza inimmaginabile, prodotta solo per propaganda, per poter ostentare il pugno duro su rimpatri che, in larga parte, non vengono nemmeno eseguiti tramite quei centri. È fallimentare l’idea di di sicurezza che si regge solo sulla privazione prolungata della libertà personale per ragioni amministrative, su condizioni di trattenimento indegne e disumane, sulla sedazione collettiva e l’abuso di psicofarmaci" sottolinea la deputata del Pd. "A Castelvolturno ci sarò, insieme a una delegazione del Partito Democratico, per sostenere le associazioni, i cittadini, la società civile che si è mobilitata per dire con forza no al progetto più disfunzionale che il governo abbia partorito finora: l’investimento nel sistema CPR come unica politica migratoria possibile" conclude Scarpa.

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