a destra Britney Mazzoncini
in foto: a destra Britney Mazzoncini

Una 16enne scozzese è morta per sospetta intossicazione da propranololo, un farmaco anti ansia contenente betabloccanti. Il caso sta facendo molto discutere in Regno Unito, in quanto Lucy Curran, originario di Glasgow, sarebbe la seconda adolescente a  perdere la vita dopo aver assunto queste pillole per la salute mentale: due anni fa Britney Mazzoncini, 16 anni, morì solo qualche settimana dopo aver cominciato a prendere la medicina.

Lucy è morta improvvisamente al Queen Elizabeth University Hospital di Glasgow e la sua morte è stata inizialmente definita “inspiegabile”. Poi, i risultati delle analisi della Scottish Fatalities Investigation Unit (SFIU) hanno rilevato un sospetto di intossicazione dal farmaco, che viene di solito prescritto per curare ansia e depressione. Annette McKenzie, madre di Britney, ha già lanciato da tempo una petizione presso il parlamento scozzese. "È chiaro che le terapie per affrontare problemi comuni di salute mentale come la depressione e l'ansia sono in aumento” ha detto Toni Giugliano, della Mental Health Foundation Scotland. "Dobbiamo capire se questo è dovuto a un numero maggiore di persone bisognose di aiuto o alla mancanza di servizi alternativi offerti. In questo ultimo caso, allora avremmo un problema” ha aggiunto.

Lucy Curran
in foto: Lucy Curran

“Le persone dovrebbero essere informate chiaramente sul possibile rischio di effetti collaterali in merito all’assunzione di questi medicinali. Ma da quello che la gente ci dice, questo non sempre accade” ha detto ancora Giugliano. La madre della prima sospetta vittima da propranololo vorrebbe che i genitori fossero coinvolti nel processo di prescrizione e che le alternative al farmaco siano chiare. "Le cose devono cambiare urgentemente. Stiamo parlando di due ragazze morte dopo aver usato il propranololo, non ne vogliamo una terza” dice. "Il fatto che questo venga farmaco venga ancora prescritto quasi due anni dopo la morte di Britney – e nonostante la mia campagna contro di essa – è estremamente preoccupante” dice ancora la McKenzie. “I medici non hanno imparato niente dalla morte di mia figlia. Basta avere 14 anni per poter assumere questa potente medicina senza il nostro consenso”.