Prima di morire George Floyd disse per venti volte “non posso respirare” agli agenti di polizia che l'avevano immobilizzato. Nuovi inquietanti dettagli sul decesso dell'afroamericano sono emersi dalla trascrizione dei filmati della ‘body camera’ degli agenti di polizia di Minneapolis accusati della sua morte. Ad un certo punto Floyd dice all’agente Derek Chauvin: “Mi stai uccidendo”. La risposta che riceve è: “Allora smettila di urlare, ci vuole tanto ossigeno per parlare”. Chauvin è accusato di omicidio di secondo grado per aver provocato la morte di Floyd, schiacciandogli il collo con il ginocchio per oltre sette minuti lo scorso 25 maggio, in una vicenda che ha scatenato un’ondata di proteste antirazziste negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

A presentare le trascrizioni integrali dei dialoghi avvenuti durante l'arresto di Floyd al tribunale del Minnesota sono stati gli avvocati di Thomas Lane, uno degli altri due agenti di polizia accusati della morte dell'afroamericano. Accusato di favoreggiamento, Lane afferma che era in servizio solo da quattro giorni e ha obbedito agli ordini di Chauvin, che aveva 19 anni di esperienza sulle spalle. Ad un certo punto Lane chiede se non sarebbe meglio voltare Floyd sul fianco, ma Chauvin, continuando a premere con il ginocchio sul suo collo, risponde di no. Ora Chauvin rischia fino a 40 anni di reclusione per l’accusa di omicidio volontario, così come i suoi colleghi Lane J. Alexander, 26 anni, e Tou Thao, 34 anni, accusati di aver favorito l’omicidio.