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8 Settembre 2015
13:49

Più facile farsi dichiarare nulle le nozze: Papa Francesco cambia la dottrina

Papa Francesco anticipa il sinodo sulla famiglia che inizierà il mese prossimo, in cui si discuterà anche del tema della comunione ai divorziati risposati.
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Il Papa anticipa il sinodo straordinario della famiglia, che si terrà a Roma il mese prossimo, ed annuncia l’approvazione della riforma del processo canonico in merito alla dichiarazione di nullità dei matrimoni. Le parole d’ordine sono snellimento delle procedure ed abbattimento dei costi a carico dei fedeli. Per la Chiesa cattolica un matrimonio non è “annullabile” in un momento successivo alla cerimonia nuziale, può, però, essere dichiarato viziato fin dall’origine, e quindi nullo, anche a distanza di anni: in pratica è come se l’accordo non fosse mai stato siglato dai due coniugi. Il Papa punta, con questa decisione, a favorire lo scioglimento di tutti quei vincoli matrimoniali che in realtà non si sarebbe mai dovuto stringere, per un motivo o pèr l’altro: immaturità degli sposi, scelte fatte senza consapevolezza, “sì” pronunciati anche se poi non si volevano figli, uomini e donne che nascondono motivi a causa dei quali non avrebbero potuto sposarsi.

E’ impossibile non vedere un legame tra questa decisione ed il dibattito sulla concessione della comunione ai divorziati risposati che si terrà da qui a qualche settimana. Il Papa, infatti, prova ad arginare proprio i divorzi civili, che non consentono di risposarsi con rito religioso. Il ragionamento è questo: se un uomo o una donna comprendono che di sono sposati pur in presenza di causa di nullità è meglio che trovino un percorso più facile per verificare se anche agli occhi della Chiesa la loro unione è giuridicamente nulla; in questo modo entrambi possono poi contrarre con altre persone un matrimonio religioso valido, piuttosto che separarsi e risposarsi con rito civile, compiendo, secondo la religione cattolica, un adulterio, peccato grave che esclude dai sacramenti e dalla possibilità di diventare padrino di battesimo o di cresima. Il fondamento di questa disciplina trova le sue radici direttamente nel Vangelo, dove Gesù dice: “Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi […] Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra commette adulterio».

Il Papa ha deciso di emettere due “motu proprio”, cioè decisioni prese come monarca assoluto della Chiesa di Roma, al fine di introdurre le nuove regole dopo circa un anno di lavoro da parte di una commissione appositamente nominata da Bergoglio. Lo snellimento delle procedure, secondo quanto suggerito anche dal sinodo dei vescovi dell’ottobre 2014, comprenderà sia la sostituzione dei collegi giudicanti con giudici monocratici, sia la possibilità che sia il vescovo diocesano a dichiarare nullo il matrimonio in caso di prove particolarmente evidenti. In questi casi, ovviamente, i costi per gli sposi sarebbero abbattuti. “La Chiesa – spiegò Bergoglio lo scorso anno – deve fare giustizia e dire: “Sì, è vero, il tuo matrimonio è nullo – No, il tuo matrimonio è valido”. Ma giustizia è dirlo. Così loro possono andare avanti senza questo dubbio, questo buio nell’anima.” In genere sono circa cinquantamila i matrimoni dichiarati nulli ogni anno da tribunali ecclesiasitici nel mondo. Di questi, oltre 2mila nella sola Italia.

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