UPDATE ore 20.10 – Modi: “Paesi poveri hanno diritto a usare carbone”. “I paesi ricchi non possono costringere il mondo in via di sviluppo a rinunciare alle energie fossili convenzionali”: è quanto ha detto il premier indiano Narendra Modi parlando al vertice a Parigi. “Noi – ha continuato Modi – abbiamo ancora bisogno dell'energia convenzionale, dobbiamo renderle ‘pulite' ma non imporre la fine del loro uso”. Modi ha avvertito “i paesi sviluppati che sarebbe eticamente sbagliato scaricare il peso di ridurre le emissioni sui paesi in via di sviluppo come l'India”. Il premier indiano ha dunque ribadito l'India continuerà a usare carbone per incentivare la sua rapida crescita economica.

UPDATE ore 19 – Il premier italiano Matteo Renzi ha lasciato dopo il suo intervento il sito di Le Bourget, dove è in corso il vertice Cop21 sui cambiamenti climatici, per salire sul volo che lo riporterà a Roma. Uno dopo l’altro tutti i leader lasceranno nelle prossime ore la capitale francese. A Parigi resteranno i tecnici, al lavoro nelle prossime due settimane sull'intesa che i Paesi presenti alla Cop21 intendono raggiungere per limitare a due gradi l'aumento della temperatura globale. Si tratta di un obiettivo difficile da centrare ma, stando almeno alle dichiarazione dei leader presenti oggi a Le Bourget, possibile.

UPDATE ore 18.00 – "Renzi serve accordo vincolante" – Sul clima serve "un accordo il più vincolante possibile, altrimenti rischia di essere scritto sulla sabbia", così il Premier Matteo Renzi conversando con i cronisti a margine del Cop21 in corso a Parigi. "Con un accordo stringente Il Pil andrà a crescere, non sono preoccupato per questo. La tenuta del pianeta mi preoccupa molto di più" ha ricordato poi il Presidente del Consiglio. "Quella per il clima è una partita molto difficile. A pranzo ci sono stati momenti di confronto anche acceso. Non sarà facile arrivare a un accordo, ma è una condizione fondamentale" ha proseguito Renzi, aggiungendo: "Sono ottimista ma è ancora lunga". Sul clima "l'Italia fa la sua parte ma il vero problema è che non tutti a livello mondiale si comportano allo stesso modo. Dobbiamo fare uno sforzo perché anche gli altri arrivino a questi risultati" ha insistito Renzi, sottolineando: "Dobbiamo uscire dalla retorica che l'Italia non fa abbastanza; ha ridotto le emissioni del 23% dal 1990, ha un piano di investimenti per 4 miliardi di dollari da qui al 2020, le nostre aziende sono in prima fila, da Eni a Enel. L'Italia ha molto da dire e da fare in questo settore". "Siamo in una fase in cui l'Italia torna a essere protagonista in tanti settori, siamo un paese che ha la leadership in alcuni settori della ‘green economy'. Per questo dico che l'Italia è in condizioni di farci fare bella figura a livello internazionale. La vera questione invece è che è quel che fanno gli altri Paesi e continenti, in particolare quelli in via di sviluppo, su cui bisogna lavorare perché Parigi produca un accordo".

UPDATE ore 17.45 – Putin: "La Russia ridurrà le emissioni del 70% dal 1990" – "La Russia si impegna a ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 70 per cento rispetto ai valori del 1990", lo ha annunciato oggi il Presidente russo Vladimir Putin nel suo intervento al vertice del clima di Parigi. In realtà secondo i dati raccolti dalle Nazioni Unite le emissioni russe sono crollate negli anni più per effetto della deindustrializzazione massiccia seguita al crollo dell'Unione sovietica che per un intervento diretto. L'impegno preso da Putin oggi comunque rappresenta un passo importante rispetto al 20-25 per cento della riduzione entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 promessa solo lo scorso marzo. Il presidente russo ha poi avuto un incontro a porte chiuse con il presidente Usa Barack Obama durante il quale i due leader hanno discusso di Siria e Ucraina. Come spiega la Casa bianca, in particolare Obama ha ribadito che sarà necessario che Assad lasci il potere in Siria nell'ambito della transizione e messo in evidenza la necessità di concentrare gli sforzi militari contro l'Isis e non contro l'opposizione moderata.

UPDATE ore 15.30 – A margine della prima giornata di Cop21 il presidente USA Obama ha incontrato Vladimir Putin: i due hanno tenuto un bilaterale a porte chiuse in cui avrebbero parlato della guerra allo Stato Islamico e della possibilità di collaborare in seno alla Coalizione Internazionale.

UPDATE ore 14.45 – Anche il Presidente statunitense ha tenuto il suo discorso introduttivo: "Sono venuto di persona come rappresentante della prima economia mondiale e del secondo inquinatore per dire che noi, Stati Uniti, non solo riconosciamo il nostro ruolo nell'aver creato il problema ma che ci assumiamo anche la responsabilità di fare qualcosa in proposito. Possiamo cambiare il futuro qui e adesso". Poi ha aggiunto: "Bisogna agire ora, mettendo da parte gli interessi di breve termine".

Intanto Matteo Renzi è intervenuto sulla sua pagina facebook:

UPDATE ore 12.20 – La conferenza Cop21 ha avuto inizio con il segretario generale dell'Onu che ha chiesto di osservare un minuto di silenzio in onore delle vittime della strage di Parigi. E' stata quindi la volta di Hollande, che ha parlato di "un'immensa speranza che non abbiamo il diritto di deludere. È una sfida che non dobbiamo perdere perché si tratta di un miliardo di essere umani che ci guarda". I cambiamenti climatici e il surriscaldamento del pianeta, "crea conflitti, crea più migrazioni delle guerre. Dobbiamo intervenire in nome della giustizia climatica. Quello che è in gioco in questa conferenza è la pace perché rischiamo una guerra per l'accesso all'acqua. Il mondo non ha mai affrontato una sfida così grande come quella sul futuro del pianeta, della vita. Qui non bastano le dichiarazioni di intenti, noi a Parigi siamo a un punto di rottura e di partenza per una trasformazione mondiale", ha proseguito il capo dell'Eliseo. "Abbiamo l'oppportunità di creare uno sviluppo con le energie rinnovabili, il trasporto pulito e la biodiversità. Dobbiamo costruire un modello basato sulla cooperazione, in cui sia più conveniente preservare che distruggere".

Saranno dodici giorni determinanti per riscrivere le regole e arginare il cambiamento climatico provocato dall'inquinamento umano, un fenomeno tra l'altro strettamente legato agli imponenti flussi migratori con cui i paesi europei hanno avuto a che fare negli ultimi mesi. La ventunesima conferenza delle Nazioni Unite sul clima, chiamata Cop21, ha preso ieri il via ufficiale da Parigi ma solo oggi avranno inizio i dibattiti e negoziati per cercare di limitare le emissioni di gas serra ed altri agenti inquinanti, conciliando questa esigenza ormai impellente con le legittime spinte allo sviluppo e alla crescita soprattutto da parte dei colossi dell'economia. I potenti della terra discuteranno fino all'11 dicembre con l'obiettivo di raggiungere un accordo vincolante, ed è per questo che – a differenza della conferenza di Copenaghen – stavolta i capi di stato e di governo apriranno i dibattiti e porteranno fin da subito contributi alla discussione.

 

Scontri all'apertura del Cop21: 174 giovani arrestati

Intanto ieri, sfidando i divieti impartiti dal governo francese, che all'indomani degli attentati del 13 novembre diramarono lo stato d'emergenza, migliaia di persone sono scese in Place de la Republique ed hanno contestato il summit, sostenendo che difficilmente delle soluzioni positive all'emergenza del cambiamento climatico potrà arrivare da quelle potenze che – nei decenni – l'hanno maggiormente generato. Per questo in migliaia sono scesi in piazza: la cosiddetta "generazione Bataclan" ha cercato di resistere alle cariche della polizia, che ha fermato  289 di loro: per 174 l'arresto è stato convalidato. Bernard Cazeneuve, ministro dell'interno, ha garantito che "non verrà fatta confusione tra manifestanti in buona fede e i responsabili di violenze inaccettabili". Dal canto suo Hollande ha definito gli incidenti "scandalosi". "La protesta – ha sottolineato – è avvenuta proprio dove c'erano candele, fiori e altri ricordi" in memoria delle vittime degli attentati.

Parigi: Obama omaggia le vittime del Bataclan

Poche ore più tardi è arrivato a Parigi anche il presidente statunitense Barack Obama che si è subito recato insieme ad Hollande al Bataclan per rendere omaggio alle vittime della strage del 13 novembre.