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5 Dicembre 2013
22:57

Nelson Mandela è morto

Il Padre del Sudafrica libero dalla segregazione razziale si è spento dopo una lunga malattia. Di recente le sue condizioni di salute si erano nuovamente aggravate. Da tutto il mondo messaggi di cordoglio per “Madiba” che passò quasi ventisette anni in carcere per le sue idee di libertà e uguaglianza.
A cura di Redazione
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Nelson Mandela è morto. "Madiba", il padre della lotta africana contro l'apartheid non c'è più. Il primo presidente del Sudafrica senza la segregazione razziale è morto oggi dopo l'aggravarsi della grave infezione polmonare che l'ha tenuto per settimane in agonia. Mandela si era ripreso alla fine dell'estate ed era tornato a casa dopo il crollo delle sue condizioni di salute che si erano aggravate e l'avevano tenuto in fin di vita. Il leader sudafricano era stato infatti costretto in estate ad un nuovo ricovero in ospedale dopo quello di inizio 2013.

Nato nel luglio del 1918, Mandela nel 1993 era stato insignito del premio Nobel per la Pace insieme al suo predecessore alla presidenza del Sudafrica, Frederik Willem de Klerk. Rolihlahla "il combinaguai": questo era il nome di nascita (Nelson lo diventò dopo, alle scuole elementari) iniziò a muovere i primi passi verso la battaglia anti segregazionista appena ventiduenne, negli anni Quaranta: insieme al cugino Justice rifiutò il matrimonio imposto con una ragazza scelta dal capo tribù e scappò verso Johannesburg. Da studente di legge si unì all'African National Congress (Anc) nel 1942, fondando poi l'associazione giovanile Youth League. Nel '48 ebbe poi un ruolo di rilievo nella campagna di resistenza contro il Partito Nazionale e insieme all'amico e compagno di battaglia, l'avvocato Oliver Tambo, fondò l'ufficio legale "Mandela & Tambo" fornendo assistenza gratuita o a basso costo a molti neri altrimenti senza rappresentanza legale. Nel 1956 Nelson Mandela fu arrestato e accusato di tradimento e poi assolto. Nel 1961 divenne il comandante dell'ala armata Umkhonto we Sizwe dell'ANC avviando la campagna di sabotaggio contro l'esercito e il governo.

Nell'agosto Mandela 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, accusato di sabotaggio e altri crimini equivalenti al tradimento e – insieme ad altri – ritenuto colpevole e condannato all'ergastolo, il 12 giugno 1964. Mandela rimase in prigione fino al 1990 quando le crescenti pressioni internazionali portarono al suo rilascio in un giorno storico: l'11 febbraio del 1990. Da uomo libero e Presidente dell'Anc (luglio 1991 – dicembre 1999) Nelson Mandela si candidò contro De Klerk per la nuova carica di presidente del Sudafrica vincendo e, diventando dunque primo capo di stato di colore. De Klerk fu nominato vice presidente. Nel 1999 dopo aver abbandonato la carica di Presidente inizia l'impegno sociale e di sostegno alle organizzazioni per i diritti civili, girando il mondo.

Nelson Mandela ha sempre sostenuto che durante la sua lunga detenzione, durata 27 anni, una poesia in inglese del poeta William Ernest Henley, del 1875, dal titolo "Invictus" (invincibile) è stata il principale sprone del suo continuare a combattere. La traduzione in italiano di "Invictus", il cui titolo ha ispirato il celebre film di Clint Eastwood su Mandela, è la seguente:

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un pozzo che va da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per l'indomabile anima mia.

Nella feroce stretta delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d'ira e di lacrime
Si profila il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

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