nave sequestrata dai pirati

"E' una settimana cruciale in cui si deciderà per la vita o l'inizio delle torture a la possibile morte di alcuni ostaggi della Savina Caylyn. Ora la vita o la morte degli ostaggi rimane nelle mani delle decisioni dei ‘Fratelli D'Amato": così parlava Adriano Bon, padre del primo ufficiale della Savina Caylyn, Eugenio, una settimana fa da Trieste.

Una settimana è trascorsa e, durante questi sette lunghi giorni, i familiari dei marittimi  da quasi 8 mesi in ostaggio dei pirati somali hanno presidiato la sede della società armatoriale "Fratelli D'Amato", proprietaria della Savina Caylyn. Il direttore della compagnia, Pio Schiano, li ha ricevuti e rassicurati del fatto che le trattative sono in corso e che la società sta lavorando per una risoluzione della vicenda in tempi brevi. La rabbia e la stanchezza, però, ormai da tempo albergano negli animi di chi attende da mesi il ritorno a casa dei propri cari.

A tal proposito, durante una delle giornate di protesta, il padre dell'allievo di coperta Gianmaria Cesaro ha riferito la sua preoccupazione per le sorti del figlio: "Ho sentito mio figlio al telefono tre giorni fa, sono tutti sulla nave e le condizioni di salute non sono delle migliori." Antonio Cesaro ha poi riferito di aver avuto un brevissimo colloquio anche con i pirati: i predoni hanno confermato di non voler fare del male all'equipaggio ma che al tempo stesso si sono detti stanchi, perché  auspicavano una risoluzione certamente più rapida.

Nonostante le rassicurazioni, non c'è da stare tranquilli. Più volte i pirati hanno dimostrato che, se vogliono, sanno essere violenti. L'ultima telefonata ricevuta dai familiari, racchiudeva un ultimatum tremendo: "Se entro una settimana non si chiude la trattativa, qui a bordo cominceranno le torture sistematiche di tutto l'equipaggio" avevano fatto sapere i 5 italiani a bordo. Quella settimana è oramai scaduta e domani i familiari assieme al coordinamento di cittadini "Liberi Subito" saranno a Napoli dalle 8 per richiedere a gran voce la liberazione immediata degli ostaggi sulla Savina Caylyn. Alle 19, invece, la protesta andrà in scena in Piazza Unità d'Italia a Trieste. L'ennesima manifestazione in impaziente attesa dell'epilogo sperato.