Maxi-blackout a Berlino, 45mila al gelo e senza corrente almeno fino a giovedì: “Evitate il pronto soccorso”

Un clamoroso blackout ha colpito decine di migliaia di persone, private della corrente elettrica, telefono e riscaldamento in una delle settimane più fredde degli ultimi anni. Berlino è al buio a causa di un rogo che ha danneggiato i cavi dell'elettricità, probabilmente in seguito a un atto doloso.
Per ora non si esclude neppure la pista russa, alla luce delle azioni di boicottaggio che hanno coinvolto la Germania ultimamente. Le forze dell'ordine hanno anche fatto sapere di star vagliando una lettera di rivendicazione dell'agguato.
I disagi potrebbero durare almeno fino a giovedì. Le riparazioni saranno complesse e costruire linee alternative richiede tempo. L'incendio, segnalato alle 6.45 del mattino del 3 gennaio da un passante nella Bremer Strasse, è stato spento rapidamente. Il bilancio di questo primo sabato del nuovo anno fa un certo effetto: circa 45mila famiglie sono rimaste senza corrente e senza riscaldamento in casa. Colpiti anche 220o siti di attività economiche e commerciali oltre che strutture sanitarie e case di cura, evacuate in diversi casi.

I tre grandi ospedali delle zone colpite restano attivi, ma le autorità cittadine hanno chiesto di ricorrere ai pronto soccorso solo se strettamente necessario. "Evitate di andarci" hanno fatto sapere tramite comunicazione con altoparlante, ma hanno chiesto a tutte le persone colpite di segnalare anziani e cittadini in stato di bisogno. Per chi è in difficoltà è stato inoltre predisposto un centro di accoglienza nel centro sportivo di Huttenweg, dove i cittadini possono trovare bevande calde e 300 brandine.

Le autorità continuano ad essere impegnate nelle attività di assistenza ai residenti, che nel frattempo devono fare i conti con i centimetri di neve che hanno imbiancato la Germania. L'interruzione della corrente elettrica è stata peggiore di quella di settembre in cui decine di migliaia di berlinesi rimasero senza corrente a causa di un altro rogo che aveva colpito i tralicci dell'elettricità. Anche in quel caso, la pista più accreditata era quella dell'incendio doloso e un gruppo anarchico rivendicò la responsabilità dell'attacco.