Mentre a Malta si susseguono le voci delle imminenti dimissioni di Joseph Muscat, sulla scia degli sviluppi dell'inchiesta sull'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa nel 2017, in serata migliaia di persone si sono riunite davanti all’Auberge de Castille, l’ufficio del primo ministro Muscat a La Valletta, per chiedere le dimissioni del premier. La folla lo ha fatto, come si sente chiaramente da alcuni video che arrivano da Malta, anche sulle note di una canzone italiana, “Vaffanculo” di Marco Masini. "Corrotti, corrotti", uno dei cori urlati dalla folla verso l'ufficio di Muscat. A Malta ci sono anche i giornalisti italiani Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo. Per ora il primo ministro ha fatto sapere di restare almeno fino alla chiusura del caso poi "parlerà del futuro". Joseph Muscat "resterà concentrato sulla priorità del paese che sia chiuso uno dei più grandi casi criminali della sua storia e, come già promesso, sarà quello il momento in cui risponderà e parlerà del percorso futuro": è quanto scritto in una nota del governo. Nella nota sono state ufficialmente smentite spaccature nel gabinetto dei ministri di cui hanno largamente parlato in giornata i media maltesi.

La richiesta di dimissioni del premier di Malta – Anche la famiglia di Daphne Caruana Galizia è tornata a chiedere un passo indietro al primo ministro di Malta. In un comunicato i familiari della giornalista criticano duramente la decisione di scarcerare l'ex braccio destro di Muscat, Keith Schembri, arrestato nei giorni scorsi col sospetto di essere coinvolto nel delitto. "Siamo sgomenti dal rilascio di Schembri sotto gli occhi del primo ministro, che continua a recitare il ruolo di giudice, giuria e boia in un'inchiesta che vede coinvolti tre dei suoi più stretti colleghi", si legge nella dichiarazione riportata dai media locali. "Questa parodia di giustizia è vergognosa per il nostro paese, disgrega la società e ci sta degradando", si legge ancora nel comunicato, in cui la famiglia invita Muscat a "farsi da parte" e lasciare il posto a un vice che non sia in conflitto con le indagini sull’omicidio della giornalista. "Se al premier interessa la giustizia e se ha Malta nel cuore", conclude la famiglia di Daphne, "deve farlo immediatamente. Il nostro paese è più importante della sua carriera".