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La Francia punisce i clienti delle prostitute e cancella il reato di adescamento

Il parlamento francese ha approvato la nuova legge che punisce severamente i clienti delle prostitute. Previste multe da 1.500 euro fino ai 3.500 euro in caso di recidiva. Per le lucciole percorsi di inserimento sociale e professionale.
A cura di Antonio Palma
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Dopo anni di acceso dibattito politico ma anche di proteste e manifestazioni, la Francia ha deciso di ribaltare completamente la normativa  sulla prostituzione multando pesantemente i clienti e cancellando invece il reato di adescamento per le lucciole. Mercoledì pomeriggio infatti l’Assemblea nazionale francese ha approvato in via definitiva la nuova legge che si fonda sulla criminalizzazione del cliente, fortemente voluta dalla ministra per i Diritti delle donne. Il Provvedimento in particolare prevede severe sanzioni per chiunque "solleciti, accetti od ottenga relazioni di natura sessuale da parte di una persona che si concede alla prostituzione, incluso in modo occasionale, in cambio di una remunerazione, di una promessa di remunerazione, della fornitura di una prestazione in natura o della promessa di una tale prestazione".

Per i clienti delle prostitute scoperti dalle forze dell'ordine previste multe molto salate che vanno dai 1.500 euro e arrivano fino ai 3.500 euro in caso di recidiva. Non solo, il magistrato potrà imporre al cliente uno stage "di sensibilizzazione sulle condizioni della prostituzione". Presentata dai socialisti, la legge allinea la Francia agli altri Paesi europei che già hanno adottato misure simili in materia come la Svezia, la Norvegia e l’Islanda. Per quanto riguarda le prostitute, la legge cancella invece il reato di adescamento introdotto da Sarkozy e prevede per loro la creazione di percorsi di uscita da questa attività attraverso un "accompagnamento di inserimento sociale e professionale"  e un permesso di soggiorno di sei mesi rinnovabile per le irregolari. A tale scopo previsto un fondo apposito dotato inizialmente di 4,8 milioni di euro all’anno.

"Si tratta di un progresso maggiore per il rispetto della persona umana e i diritti delle donne", ha commentato il primo ministro Manuel Valls. "Con questo voto la Francia afferma con forza che l’acquisto di atti sessuali è uno sfruttamento del corpo e una violenza alle donne" ha spiegato invece ministro per i diritti delle Donne, Laurence Rossignol. La nuova legge però ha spaccato il Parlamento e suscitato le critiche dei magistrati e della polizia che sollevano dubbi sulla sua concreta applicazione. Anche molte associazioni di prostitute hanno criticato il provvedimento. "Chi può se ne va all'estero e le altre cercheranno dei mediatori per metterle in contatto con i  clienti" ha commentato ad esempio Morgane Merteuil del sindacato delle prostitute STRASS, mentre per altri è difficile testimoniare il passaggio di denaro e la legge non riesce a identificare chi compra il sesso su internet attraverso i siti di incontri.

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