Medici, bambini, ingegneri, insegnanti, studenti che rientravano da casa dopo le vacanze di Natale e persino due coppie di neo sposi che stavano rientrando dal viaggio di nozze. Sono queste alcune delle 176 vittime dell'incidente aereo verificatosi ieri, mercoledì 8 gennaio, nei pressi di Teheran, in Iran. La più giovane aveva solo un anno di età e viaggiava insieme ai genitori. Il Boeing 737 della compagnia Ukraine Airlines era diretto a Kiev quando è improvvisamente precipitato per cause che sono ancora in via di accertamento e che non ha lasciato superstiti. Una vera e propria strage, che ha colpito in totale 82 persone di nazionalità iraniana, 63 canadesi, quattro afghani, due britannici e tre tedeschi, oltre agli otto membri dell'equipaggio tutti proveniente dall'Ucraina.

Tra le storie delle vittime dell'incidente aereo che più hanno colpito l'opinione pubblica mondiale c'è quella di Sara Mamani e Siavash Ghafouri-Azar. Entrami ingegneri e residenti a Montreal, in Canada, stavano rientrando dal viaggio che avevano fatto in Iran dove si erano sposati davanti alle loro famiglie. Ali Dolatabadi, uno dei supervisori della tesi dell'uomo, lo aveva visto l'ultima volta poco prima delle vacanze di Natale. "Mi ha detto che avevano comprato una casa a Brossard, lui e la sua sposa. Mi avrebbe invitato per una festa di inaugurazione quando sarebbero tornati", ha detto alla stampa locale. Molti anche i bimbi a bordo che sono rimasti uccisi dopo che il velivolo è precipitato. Pedram Mousavi e Mojgan Daneshmand, una coppia sposata che ha insegnava ingegneria all'Università di Alberta, sono morti insieme alle loro due figlie, Daria, 14 anni, e Dorina, 9 anni. Anche la dottoressa Parisa Eghbalian e sua figlia Reera Esmaeilion, di 9, erano partite per l'Iran il 25 dicembre scorso per trascorrere qualche giorno di festa con la loro famiglia d'origine, che non vedevano da circa due anni. A casa a Richmond Hill, Ontario, Canada, le aspettava il marito e papà Hamed, che con la moglie e la figlia di 6 mesi era emigrato nel paese Nord Americano nel 2010 per avere un futuro migliore.

La vittima più giovane dell'incidente aereo in Iran era nata solo nel 2018. Kurdia Molani aveva un anno di vita e stava viaggiando insieme ai genitori, Evin Arsalani e Hiva Molani, quando il velivolo è precipitato. La famiglia stava tornando in Canada da Teheran, dove aveva partecipato al matrimonio di un parente. "Erano felicissimi, finalmente avevano rivisto tutti noi dopo anni", ha detto il fratello di Evin. Tra le vittime inglesi, c'era anche un'altra coppia di sposi: Saeed Tahmasebi era volato a Teheran con la moglie Niloofar Ebrahim per la seconda tappa del loro matrimonio con amici e familiari dopo aver celebrato le nozze lo scorso mese a Londra.