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6 Aprile 2020
11:24

Incendio nella zona dell’ex centrale Chernobyl: radiazioni 16 volte oltre la norma

A fuoco oltre 100 ettari di bosco. Le fiamme hanno interessato la ‘zona rossa’ attorno alla centrale nucleare, provocando un picco di emissioni radioattive, come documentato su Facebook da Egor Firsov, capo del servizio di ispezione ecologica. Le autorità hanno ammesso “difficoltà” nello spegnere l’incendio.
A cura di Biagio Chiariello
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Un incendio boschivo è divampato nell’area della ex centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina. E le radiazioni sono tornate a salire nella “zona rossa”, ancora oggi fortemente contaminata, teatro del peggior incidente nucleare della storia. "Ci sono brutte notizie. Le radiazioni sono al di sopra della norma nel luogo dell'incendio. Come vedete nel video, gli indicatori segnano 0,14 e 2,3″. Lo scrive su Facebook, postando un video della misurazione, Egor Firsov, capo del servizio di ispezione ecologica. Il dato indicato dal contatore è 16 volte al di là della norma.

L'incendio si è esteso a circa 100 ettari (250 acri) di foresta, ha scritto Firsov. Kiev ha mobilitato due aerei, un elicottero e circa 100 vigili del fuoco per spegnere le fiamme. Ieri mattina, i servizi di emergenza hanno assicurato che “non vi è alcun pericolo” per le persone che vivono nelle immediate vicinanze. Pur ammettendo di avere delle serie "difficoltà" a intervenire.

Il disastro di Chernobyl è avvenuto 34 anni fa, era il 26 aprile 1986: un guasto provocò un'esplosione nel quarto reattore della centrale nucleare, contaminando fino a tre quarti d'Europa, secondo le stime. Nelle settimane successive alla catastrofe 400 mila persone furono evacuate dalle loro case per gli alti livelli di radioattività. La cosiddetta "zona rossa" è un’area che si estende approssimativamente nel raggio di 30 km intorno alla centrale di Chernobyl. Al suo interno sono vietate tutte le attività civili e commerciali, ma vengono eseguite escursioni turistiche giornaliere regolarmente autorizzate. Altri tre reattori nel sito nucleare hanno continuato a funzionare dopo la tragedia. Quest'ultimo è stato arrestato nel 2000, segnando lo stop di tutte le attività industriali a Chernobyl.

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