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I tutori dell’uomo psichiatrico che ha gettato bimbo di 3 anni nel recinto dei coccodrilli erano distratti al telefono

L’uomo è stato giudicato “non idoneo a sostenere un interrogatorio” perché affetti da gravi problemi di salute mentale. I suoi tutor erano al telefono quando ha gettato un bombo di 3 anni nella fossa dei coccodrilli in uno zoo inglese.
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I tutori di un uomo sospettato di aver gettato un bambino di tre anni in recinto pieno di coccodrilli erano al telefono poco prima dell'incidente, avvenuto giovedì pomeriggio al Johnsons of Old Hurst di Huntingdon, uno zoo a conduzione familiare situato nei pressi di Cambridge, nel Regno Unito: è quanto emerso nelle ultime ore dalle indagini condotte dalla polizia, secondo cui il responsabile dell'attacco sarebbe un trentenne originario del Norfolk, prima arrestato con l'accusa di omicidio poi rilasciato su cauzione in attesa del processo, previsto per il 18 settembre. L'uomo è stato giudicato "non idoneo a sostenere un interrogatorio" perché affetti da gravi problemi di salute mentale.

Quanto alla piccola vittima, un bambino di soli tre anni, le sue condizioni sono ancora critiche, sebbene non sia più in pericolo di vita: stando a quanto accertato, sulla base anche di svariate testimonianze, il bimbo sarebbe stato improvvisamente afferrato dall'adulto e scaraventato a circa quattro metri di distanza, nel recinto dei coccodrilli. L'impatto col terreno gli ha causato fratture alle braccia e al bacino, ma sarebbe potuta andargli molto peggio se gli alligatori si fossero scaraventati su di lui. A scongiurare il peggio è stato l'intervento di alcuni membri dello staff e della moglie del proprietario dello zoo Tracey Johnson, di 55 anni, che si è gettata nel recinto e ha tratto in salvo il bambino.

Ebbene, a tre giorni dalla vicenda una fonte ha riferito al Sun che il trentenne sospettato di aver scagliato il bimbo nella fossa dei coccodrilli sarebbe un uomo con problemi di udito assistito da due persone, che tuttavia erano "al telefono" quando è avvenuto il fatto. "Non so se fosse proprio lui, ma ho visto un uomo di corporatura robusta, aveva due assistenti con sé e non gli prestavano molta attenzione. Se si fosse trattato di lui, i suoi assistenti si sarebbero trovati forse a dieci metri di distanza e non avrebbero prestato molta attenzione. Erano inglesi e chiacchieravano tra di loro e al telefono".

Eppure l'attenzione in quel momento sarebbe dovuta essere massima: alcune fotografie pubblicate dallo zoo mostrano cartelli che avvertono che i bambini devono essere sorvegliati in ogni momento. "Questi animali sono reali e pericolosi. I bambini non devono essere portati sulle spalle". Va da sé, che questo avvertimento è valido anche per persone affette da seri problemi psichici, come il trentenne protagonista della vicenda.

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