Ucciso con due colpi di arma di fuoco al termine della messa mentre benedice un gruppo di bambini del coro. E' morto così Mark Ventura, prete cattolico di 37 anni dell'arcidiocesi di Tuguegarao, noto per il suo impegno contro lo sfruttamento minerario nella provincia di Gattaran, nelle Filippine, a circa 40 chilometri da Manila. Il suo aggressore, dopo averlo colpito mentre aveva il volto coperto da un casco, è fuggito a bordo di una moto. "Stiamo ancora indagando sul movente dell'omicidio", ha detto il capo della polizia, Rodel Tabulog, riferendo che nessuno dei piccoli è rimasto ferito nell'agguato.

Secondo gli inquirenti, il motivo del delitto sarebbe da ricercarsi proprio nell'impegno ambientalista del sacerdote, che si batteva in particolare in favore dei diritti sulle terre da parte delle popolazioni indigene locali. "Condanniamo questo atto malvagio", ha scritto in un comunicato il presidente della Conferenza episcopale filippina, l’arcivescovo Romulo Valles. "Facciamo appello alle autorità affinché agiscano rapidamente nella ricerca degli autori di questo crimine e li portino davanti alla giustizia".

Non è la prima volta che nel paese asiatico si verificano episodi del genere nei confronti della comunità cattolica. Lo scorso dicembre, un altro killer a bordo di una motocicletta aveva freddato padre Marcelito (Tito) Paez, 72 anni, della diocesi di San José, nella regione centrale dell’isola di Luzon, nel nord del Paese, dove si batteva per i diritti sulle terre nelle periferie agricole, e ancora l'estate precedente era toccato a Domingo Edo, un operatore del Centro di Azione Sociale della diocesi di Marbel.