Crans-Montana, ora Jessica Moretti chiede un indennizzo per la “perdita di guadagno” dopo l’incendio di Capodanno
Jessica Maric-Moretti potrebbe ricevere un indennizzo dalla sua assicurazione per la "perdita di guadagno causata dai danni alla salute" conseguenti al rogo scoppiato durante la notte di Capodanno al Constellation. L'indennizzo le sarebbe già stato accordato dalla compagnia assicurativa, ma a riceverlo sarà solo lei, non suo marito Jacques Moretti. Jessica infatti oltre a essere l'unico gestore era la sola presente nel locale di Crans-Montana la notte della tragedia in cui persero la vita 41 giovani di età compresa tra i 14 e i 24 anni di età.
Jacques, comproprietario del Constellation, si trova in carcere dallo scorso 11 agosto, dopo l'arresto con l'accusa di violenza domestica per aver picchiato la moglie. E probabilmente ci resterà a lungo dato che il benefattore misterioso che pagò per lui la cauzione di 200 mila franchi (pari a 215 mila euro) si sarebbe tirato indietro. A farlo sapere è il legale dell'uomo, Patrick Michod, riportato da Repubblica. Se Moretti non fosse finito nuovamente nelle maglie della giustizia, avrebbe beneficiato di misure cautelari più blande, e proprio in questa prospettiva, il benefattore ignoto avrebbe richiesto la restituzione delle somme versate lo scorso gennaio.
L'accusa di violenza domestica aggrava la posizione del 50enne originario della Corsica. Nei suoi confronti è stata richiesta anche una perizia psichiatrica volta a valutare se potrà essere rimesso in libertà senza rappresentare un pericolo per la moglie o per terzi. Che impatto avrà sulla vicenda giudiziaria della strage di Capodanno, però, è ancora tutto da vedere.
A novembre, quando riprenderanno le udienze davanti alla Procura del Cantone Vallese, si chiarirà anche se i coniugi manterranno una linea difensiva comune, oppure se dopo questa separazione di fatto potrebbero iniziare ad accusarsi a vicenda.
Il padre di uno dei ragazzi italiani feriti: "Indennizzo? È triste, ma non ci stupiamo"
A seguito dell'incendio scoppiato la notte di Capodanno nel bar Le Constellation di Crans-Montana hanno perso la vita 41 persone, la maggior parte giovanissimi, come le sei vittime italiane, tutte di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Adolescenti sono anche la gran parte dei feriti che nei mesi scorsi si sono visti recapitare le fatture per le cure prestate in Svizzera all'alba del primo gennaio. Il braccio di ferro economico tra Italia e Svizzera si è risolto positivamente: le famiglie dei sopravvissuti non dovranno pagare, ma la notizia che Jessica Maric potrebbe riceve presto l'indennizzo lascia molti genitori con l'amaro in bocca.
Lo dice a Fanpage.it Valentino Giola, padre del 16enne Giuseppe: "Dopo tutto quello che abbiamo visto in questi mesi non ci stupiamo più di niente. La richiesta ci lascia perplessi, è triste, ma non mi amareggio più perché altrimenti diventerei matto. Io ho la fortuna di avere con me mio figlio, anche se ha ferite e traumi importanti. Io posso guardare al futuro, al contrario di tanti genitori che purtroppo hanno perso lì i figli". La novità si accompagna a un generale senso di sfiducia nei confronti del procedimento: "Le pene che riceveranno sono molto più basse rispetto a quelle che avrebbero avuto se fossero sottoposti a processo in Italia, ma sono certo che le responsabilità verranno accertate".
Proprio ai figli delle vittime pensa l'avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, un'altra sopravvissuta: "È difficile spiegare a chi ha perso un figlio o sta cercando di ricostruire la propria vita dopo l’incendio che una delle principali indagate chieda un’indennità proprio per le conseguenze di quella tragedia. Non si tratta di negare le tutele previste dalla legge, né di anticipare giudizi sulle responsabilità, ma di comprendere i sentimenti che questa notizia può suscitare". Per Ventimiglia, "il rispetto delle garanzie degli indagati deve accompagnarsi a una tutela altrettanto concreta e tempestiva delle vittime. La loro attesa non può diventare la normalità".
Jessica Maric: "Paura in vista del primo anniversario di Crans-Montana"
In un rapporto della polizia cantonale, incaricata di sorvegliare sul rispetto delle restrizioni, viene segnalato che Jessica Moretti ha espresso "timori", in vista dell'anniversario del rogo scoppiato nel suo locale. Sente l'interesse dei media che si sta riaccendendo, e teme allo stesso tempo i possibili "atti isolati da parte di parenti delle vittime".
Con l'approssimarsi della fine dell'anno ricominceranno anche le udienze in Procura, già calendarizzate per i mesi di novembre e dicembre.