Il nuovo video dell’incendio di Crans-Montana, i ragazzi cercano di sfondare le vetrate e urlano: “Uscite!”

Un nuovo video girato il del 31 dicembre all'interno del bar Le Constellation, nella località svizzera di Crans-Montana, racconta l'inferno vissuto dalle ragazze e dai ragazzi che si trovavano lì per festeggiare il Capodanno.
Quella notte hanno perso la vita 41 persone, tutte giovanissime, a cui si aggiungono oltre 400 feriti tra cittadini e soccorritori che nei primissimi momenti prima della tragedia hanno provato a salvare i giovani intrappolati nel bar.
Sedie lanciate contro le vetrate e urla: cosa si vede nel nuovo video
Le immagini mostrano i ragazzi nel bar circondati dalle fiamme mentre urlano in lingue diverse. Quello che si sente è soprattutto "sorties", un'esortazione a uscire dal locale da parte dei soccorritori che si trovano fuori e guardano verso l'interno.
Quando le fiamme improvvisamente divampano, una giovane urla il nome di una persona che evidentemente non è con lei, e scappa via per rientrare nel bar, per cercare l'amico disperso.
Si vede il fumo denso nel locale, e poi le fiamme e i ragazzi che tentano di rompere le vetrate nel tentativo di scappare, e di fare scappare chi ancora deve raggiungere l'uscita.
L'incendio infatti è scoppiato nel seminterrato del Constellation, dove c'erano la postazione del dj, il bar, e i tavoli. Per salire al piano di sopra, quello a livello strada, l'unica via è una scala stretta. E' in questo ambiente e sui gradini della scala che sono stati trovati i corpi di quelli che non ce l'hanno fatta.
Le autopsie sui sei italiani – tutti di età compresa tra i 15 e i 17 anni – hanno confermato che per la maggior parte sono morti per i fumi tossici dell'incendio.
L'indagine sui Moretti e sulle amministrazioni di Crans-Montana
Al momento sono ancora in corso le indagini per stabilire le responsabilità dietro una delle tragedie peggiori della storia recente svizzera. I primi indagati sono stati i proprietari del bar, i coniugi francesi della Corsica, Jacques Moretti e Jessica Maric. A loro in questi mesi si sono aggiunti anche gli esponenti delle amministrazioni comunali di Crans-Montana e di Chermignon.
Politici e funzionari pubblici sono indagati per non aver vigilato sul rispetto delle norme di sicurezza nel locale e di non aver effettuato i controlli necessari. Al centro dell'inchiesta però restano i momenti immediatamente precedenti allo scoppio dell'incendio,
Nelle ultime ore, la Procura di Sion ha rigettato la richiesta dell'Italia di presentarsi come parte civile nel procedimento. Il ricorso dell'Avvocatura dello Stato è già pronto.