Strage di Crans-Montana in Svizzera

Crans-Montana, Svizzera rinuncia a rimborso spese mediche di 1,5 milioni di franchi per i ragazzi coinvolti nel rogo

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Le spese mediche legate all’incendio del locale Le Constellation di Crans Montana saranno a carico della Svizzera: il Paese ha rinunciato al rimborso delle fatture da parte dell’Italia. Nel rogo erano rimasti coinvolti 12 ragazzi italiani, assistiti in un primo momento dalla Svizzera e poi trasportati in Italia.

Le fatture per le lesioni riportate dai ragazzi italiani nel rogo di capodanno del locale Le Constellation di Crans Montana saranno prese in carico dalla Svizzerae non inviate all'Italia. La Confederazione elvetica pagherà dunque le cure dei giovani coinvolti nel rogo. "Dopo le discussioni tra Italia e Svizzera – scrive il presidente della Confederazione Guy Parmelin – il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a titolo eccezionale al rimborso di queste spese mediche, circa 1,5 milioni di franchi". Il Consiglio dei Ministri italiano è stato informato della decisione.

Nel comunicato si fa riferimento alle 12 vittime assicurate in Italia e curate in Svizzera prima del trasferimento nel nostro Paese. Gli accordi, in linea di principio, prevedono che ogni Paese si faccia carico delle spese, ma anche la possibilità per gli Stati di derogare a questo meccanismo.

Il governo svizzero si è detto "cosciente dell'immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime" e consapevole di aver beneficiato di aiuto rapido da parte dell'Italia subito dopo il disastro. Da qui, la decisione di rinunciare al rimborso di queste spese mediche in un'ottica di "reciprocità" per esprimere un gesto di gratitudine. La presidente del Consiglio Meloni, dall'altro canto, si è detta "felice di questa soluzione".

"Il mio pensiero va alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti che affrontano con straordinaria dignità e forza un dolore immenso – ha sottolineato la premier -. A loro rinnovo la più sincera vicinanza del Governo italiano che continuerò a stare al loro fianco".

Per il ministro degli Esteri Tajani, il gesto è di "grande solidarietà e vicinanza". Per arrivare a questo risultato, però, le discussioni tra il nostro Paese e la Svizzera sono state diverse: 12 ragazzi italiani coinvolti nel rogo del locale, che non rispettava le necessarie norme di sicurezza, sono stati curati in Svizzera subito dopo i fatti e il costo delle cure ha creato un vero e proprio scontro diplomatico.

Le lesioni (così come i decessi) sono stati causati da mancati controlli nel locale per sei lunghi anni e dalle falle nella sicurezza del Constellation. Nonostante tutto, a fine aprile diverse famiglie si sono viste recapitare la copia delle fatture da saldare con cifre esorbitanti ad esse legate.

In quell'occasione, la premier bollò la richiesta come ignobile e annunciò che sarebbe stata respinta. L'invio delle fatture fu congelato dalla Svizzera, fino alla promessa di trovare una "soluzione accettabile".

Per i ragazzi rimasti feriti, questo passo della Svizzera nei confronti del nostro Paese resta importante: per molti di loro, il percorso di cura continua e la strada per la giustizia è solo al suo inizio. Servono certezze sull'assistenza futura, risarcimenti adeguati e tempestivi e un accertamento delle responsabilità pieno. La rinuncia ai rimborsi non rappresenta che un primo gradino.

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