Sicuramente anche singoli sostenitori di Trump convinti dei presunti brogli elettorali nei suoi confronti alle ultime elezioni presidenziali ma dietro l’assalto al Congresso Usa di mercoledì ci sono soprattutto gruppi ben organizzati come il famigerato QAnon, attivisti di estrema destra, antisemiti e cospirazionisti di ogni sorta. È evidente dalle tante immagini, video e foto, riprese durante quella che è stata una vera e propria irruzione nel principale tempio della democrazia americana mandando nel caos per l’intero pomeriggio la capitale Washington. Tantissimi infatti i cartelli e gli striscioni che rimandavano a QAnon, il gruppo che teorizza l’idea cospirazionista completamente infondata secondo cui il presidente uscente degli Stati Uniti starebbe cercando di sventare un complotto di democratici e media. Altrettanto numerosi erano simboli dell’ultra destra, neonazisti e antisemiti.

QAnon e il gruppo Proud Boys tra gli assalitori del Congresso Usa

Diversi attivisti di spicco del gruppo così come membri di Proud Boys, un’altra fazione dell’estremismo di destra americano, sono stati avvistati all'interno e all’esterno dell'edificio del Campidoglio, spesso anche in testa a nutristi gruppi di seguaci che a loro facevano chiaramente riferimento. A QAnon appartiene Jake Angeli, il ragazzo vestito da bufalo, con un cappello di pelliccia con tanto di corna che è stato immortalato sullo scranno del vice-presidente Mike Pence al Senato così come a QAnon faceva riferimento anche una delle vittime dell’irruzione, laveterana dell’aeronautica Usa Ashli Babbit, uccisa da un colpo di arma da fuoco sparato da un agente di polizia all’interno di Capitol Hill. Angeli è conosciuto dai seguaci come lo sciamano QAnon ed è stato tra i protagonisti delle proteste pro-Trump in Usa esprimendo più volte messaggi di odio e violenza.

Estrema destra e riferimenti ad Auschwitz

Con lui tantissimi altri che indossavano abiti con icone QAnon e cartelli con slogan associati al movimento. Tra le centinaia di foto si vedono però anche molte bandiere e simboli dell’ultra destra, vecchie bandiere degli stati confederati ma anche magliette e slogan inneggianti all’antisemitismo con riferimenti ad Auschwitz. Molti degli assalitori del Congresso Usa infatti appartengono proprio a gruppi che si rifanno a queste idee e che con il successo di Trump hanno ritrovato forza e vigore. Lo stesso presidente uscente del resto si è appoggiato a loro rifiutandosi ripetutamente di condannarli e dissociarsi durante la sua campagna elettorale in cui hanno parteggiato per lui.

Gruppi per le armi e nostalgici del Sud segregazionista

Tra i leader dell’ultra destra americana, i media locali hanno identificato Nick Ochs, fondatore di Proud Boys Hawaii, gruppo di estrema destra che ha affermato: “Non abbiamo dovuto fare irruzione, siamo entrati e basta, non avevano il controllo della situazione”. Un altro attivista di estrema destra che si trovava al Campidoglio mercoledì era Tim Gionet, noto per svariati raduni di estrema destra, ma anche Richard "Bigo" Barnett, il leader di un gruppo a favore dei diritti sull’uso delle armi.