Si chiama Jake, è un aspirante attore, ma è conosciuto principalmente per un ruolo: sciamano di QAnon. Non è un film, è la realtà. Durante l'attacco al Congresso degli Stati Uniti sono arrivate moltissime fotografie di un uomo vestito da bufalo, con un cappello di pelliccia con tanto di corna, che guidava l'attacco dei manifestanti pro-Trump al Campidoglio Usa. L'uomo è stato immortalato in diverse immagini simbolo dei fatti di Washington, mentre esulta come se avesse vinto un premio sedendo sullo scranno del vice-presidente Mike Pence al Senato. La storia di Jake Angeli, però, non inizia il 6 gennaio davanti al Campidoglio americano: il suo passato, più o meno recente, spiega perché non bisogna mai sottovalutare le conseguenze delle teorie del complotto.

L'aspirante attore dal cognome italiano viene dall'Arizona e, prima di tingersi il corpo di vernice, vestirsi da vichingo e presiedere il Congresso con la violenza, era conosciuto come sciamano di QAnon: uno dei più importanti credenti, seguaci e divulgatori della teoria cospirazionista di estrema destra. QAnon racconta che una figura anonima con un'autorizzazione di massima sicurezza stia pubblicando su Internet segreti sul Governo, compresa l'idea che i democratici di alto rango siano coinvolti in un giro di traffico sessuale di minori e che Trump stia per arrestarli e giustiziarli. In tanti, che hanno passato gli ultimi anni a seguire questo fenomeno, hanno notato che Angeli, che non manca mai un comizio di Trump, sia tra i più famosi esponenti della teoria a cui lo stesso presidente uscente ha strizzato l'occhio ripetutamente, anziché prendere le distanze.

"QAnon ha motivato e guidato la carica per questa giornata buia", ha twittato Travis View, il co-conduttore del podcast QAnon Anonymous, accompagnato dalla foto di Angeli che si trovava orgogliosamente nel Senato americano già evacuato, trionfante a torso nudo. Secondo il reporter del New York Times, Kevin Roose, non tutti i partecipanti all'attacco di Washington aderiscono alla teoria, ma certamente senza QAnon "questo non sarebbe successo",  né senza "i politici e le figure mediatiche di parte che l'hanno cinicamente abbracciata, e le piattaforme che l'hanno amplificata per anni".