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22 Agosto 2022
16:31

Cosa sappiamo di Natalia Vovk, la donna accusata di aver ucciso la figlia di Dugin

Chi è Natalia Vovk, la donna ucraina accusata dall’intelligence russa di aver ucciso Darya Dugina, la figlia del politologo russo Aleksandr Dugin.
A cura di Chiara Ammendola
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Natalia Vovk
Natalia Vovk

Secondo i servizi di intelligence russi è stata lei, Natalia Vovk, a piazzare sotto l'auto l'ordigno che ha ucciso Darya Dugina, la figlia del politologo russo Aleksandr Dugin, uno dei principali alleati del presidente russo Vladimir Putin. La notizia è stata riportata, tra le altre, dall'agenzia russa TASS che ha poi aggiunto che la presunta autrice dell'attentato sarà inserita nella lista dei ricercati e ne sarà richiesta l'estradizione in Russia.

Questa mattina l'FSB ha accusato, attraverso una nota ufficiale, i servizi segreti ucraini di aver pianificato l'attentato nei confronti della giornalista russa, morta dopo che la sua auto è esplosa lungo una strada vicino al villaggio dvi Bolshiye Vyazyomy, nella regione di Mosca. Autrice materiale dell'omicidio sarebbe la cittadina ucraina Natalia Vovk, poi fuggita in Estonia.

Arrivata in Russia lo scorso 23 luglio insieme alla figlia 12enne, Vovk, classe 1979, avrebbe affittato un appartamento nello stesso edificio in cui viveva Dugina. Secondo l'FSB la donna avrebbe utilizzato dei documenti della Repubblica popolare di Dontesk per entrare nel paese, poi documenti del Kazakistan per potersi muovere e Mosca e infine avrebbe lasciato la Russia fornendo targhe ucraine. I funzionari di intelligence ucraini hanno negato qualsiasi coinvolgimento.

In queste ore, dopo la diffusione del nome della presunta attentatrice, i media russi hanno fornito diverse informazioni su Natalia Vovk, condividendo anche le foto della donna. Tra queste quella del tesserino che attesterebbe, qualora fosse confermata l'identità, il suo ruolo all'interno delle forze armate ucraine, come appartenente al battaglione Azov.

Darya Dugina, foto da Twitter
Darya Dugina, foto da Twitter

L'Ucraina ha negato qualsiasi tipo di coinvolgimento nell'attentato che ha ucciso Dugina, morta lo scorso 20 agosto mentre era alla guida di un Suv di proprietà del padre, da sempre considerato uno dei massimi sostenitori della Russia e dell'invasione dell'Ucraina. Secondo Rebekah Koffler, esperta di intelligence strategica e autrice di "Putin's Playbook", la velocità con la quale l'FSB ha "risolto" il caso fa dubitare fortemente del ruolo di Natalia Vovk e soprattutto chi sia davvero la donna.

L'Ucraina ha invitato tutti i dipendenti del governo a rimanere a casa questa settimana per paura di attacchi di rappresaglia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy aveva già avvertito sabato, dopo l'attentato, sulla possibilità che la Russia possa pianificare qualcosa di "particolarmente brutto" mercoledì, giorno in cui l'Ucraina celebra il giorno dell'Indipendenza.

Aleksrandr Dugin e sua figlia Darya
Aleksrandr Dugin e sua figlia Darya

Intanto il Servizio di sicurezza federale russo ha diffuso un video in cui si vede Natalya Vovk, insieme alla figlia, mentre entra in Russia, poi all'interno dell'edificio in cui viveva Dugina, e infine mentre lascia il Paese. Secondo l'Fsb, Vovk potrebbe aver usato sua figlia adolescente come copertura, per spostarsi più facilmente in Russia. Entrando a Mosca, la donna aveva i capelli biondi mentre all'uscita dalla capitale russa li aveva scuri. Alle 12.02 del 21 agosto, riferisce la Tass, l'auto della donna è stata perquisita a fondo e le immagini sono state riprese dalle telecamere a circuito chiuso.

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