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Cacciatore milionario muore calpestato da 5 elefanti poco prima di sparare a delle antilopi in Gabon

Ernie Dosio, ricco imprenditore statunitense appassionato di caccia, è stato ucciso da un branco di elefanti poco prima di sparare a una piccola antilope, in Gabon.
A cura di Davide Falcioni
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La caccia al cefalofo dal dorso giallo, una piccola antilope della foresta pluviale, si è trasformata in tragedia per Ernie Dosio. Il settantacinquenne californiano, figura di spicco dell’industria vinicola statunitense e veterano dei safari internazionali, è morto sotto la furia di un branco di elefanti nel cuore del parco Lope-Okanda, nel Gabon.

L’incidente è avvenuto lo scorso venerdì. Dosio, accompagnato da una guida professionista, stava perlustrando il fitto sottobosco del Gabon centrale quando il duo è inciampato in un gruppo di cinque femmine di elefante con un piccolo al seguito.

In un habitat dove la visibilità era ridotta a pochi metri, la reazione dei pachidermi è stata istantanea. Nonostante la guida impugnasse un fucile ad alto potenziale, la violenza della carica lo ha sbalzato via, facendogli perdere l'arma nel groviglio della vegetazione. Dosio, rimasto solo e armato unicamente di un fucile a canna liscia non ha avuto scampo contro la massa di quattro tonnellate lanciata a 40 chilometri orari.

Originario della California, Dosio era un gigante del settore agricolo. Fondatore della Pacific AgriLands, gestiva migliaia di ettari di vigneti, tuttavia dietro l'imprenditore si celava un cacciatore instancabile: le sue residenze ospitano collezioni imponenti di animali esotici abbattuti in ogni angolo del globo.

Il Gabon, definito spesso "l'ultimo Eden africano", ospita la maggior parte degli elefanti di foresta superstiti. È un terreno insidioso dove la conservazione e la caccia sportiva spesso si intrecciano in equilibri precari. Secondo i sostenitori di Dosio, ogni sua spedizione era una forma di "gestione controllata" della fauna, sebbene la pratica continui a sollevare accese polemiche. Il decesso di Dosio non è un caso isolato. Solo l'anno scorso, un altro milionario texano, Asher Watkins, era stato ucciso da un bufalo in Sudafrica.

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