Uccisa a soli 5 anni per overdose di anfetamine in casa solo perché aveva bevuto da quella che credeva una bottiglietta d'acqua e che invece era un bong con le metanfetamine che la madre stava consumando con altre persone. È la tragedia costata la vita alla piccola Sophia Larson, una bimba statunitense di Rifle, nello stato del Colorado, trovata morta in casa nel dicembre scorso. A ricostruire l'intera vicenda è stata la polizia  locale che ha arrestato la madre della bimba, la 26enne Stephanie Alvarado, e due suoi cugini che erano in casa al momento del fatto: Bertha Karina Ceballos-Romo di 28 anni, e Daniel Alvarado di 27 anni. Secondo gli inquirenti i tre arrestati stavano consumando droga dopo che la donna aveva perso il lavoro proprio a causa di un test antidroga fallito, incuranti del fatto che in casa vi era una bimba piccola.

Sophie si sarebbe imbattuta per caso nella droga diluita e l'avrebbe assunta sputando subito dopo il contenuto della bottiglia ma questo non è stato sufficiente. Poco dopo la piccola avrebbe iniziato ad avere terrificanti allucinazioni. A rendere la vicenda ancora più terribile il fatto che gli adulti in casa non avrebbero fatto nulla per aiutarla. Secondo la polizia  nessuno ha chiamato i soccorsi, nemmeno la mamma che era più preoccupata di perdere la custodia della bambina che della sua salute. Anche quando è svenuta, il trio l'ha portata in un appartamento vicino e le ha dato ossigeno attraverso un tubo. Solo quando hanno capito che era gravissima l'hanno portata in ospedale dove però purtroppo Sophia è stata dichiarata morta.