13 Settembre 2022
10:44

Altro guaio per Putin, l’Azerbaigian attacca l’Armenia che chiude aiuto a Mosca: cessate il fuoco

L’intervento immediato di Mosca sembra aver dato i suoi frutti visto che, dopo gli scontri armati, l’Azerbaigian e l’Armenia hanno concordato un cessate il fuoco dalle 8 ora locale.
A cura di Antonio Palma

Non bastava la guerra in Ucraina, le tensioni all’interno degli ex stati dell’Unione sovietica rischiano di creare nuovi e seri grattacapi al Cremlino. Alle porte della Russia infatti sta andando in scena una nuova crisi tra Armenia e Azerbaigian, a cavallo tra Asia e Europa, con tanto di escalation militare tra i due Paesi che da tempo si contendono il controllo del Nagorno Karabakh.

Dopo scambi di colpi di arma da fuoco al confine, i due governi si accusano a vicenda di voler invadere l’altro Paese e parlano di vittime e danni causati dai bombardamenti. L'Azerbaigian nelle scorse ore ha accusato le Forze Armate armene di aver effettuato sabotaggi in direzione delle regioni di Dashkesan, Kalbejar e Lachin mentre funzionari armeni dicono che forze dell'Azerbaigian stanno cercando di avanzare in territorio armeno.

È la prima ripresa delle ostilità dal novembre del 2020, quando i due paesi concordarono una tregua con la mediazione della Russia che inviò migliaia di soldati al confine come deterrente.

Gli armeni ritengono che le accuse dei giorni scorsi su sparatorie al confine non erano altri che preparativi dell'Azerbaigian per una "provocazione" militare al confine con l'Armenia. Il ministero della Difesa armeno ha riferito di un attacco azerbaigiano con artiglieria e droni contro diverse città armene, vicino al confine, alla mezzanotte del 13 settembre. Colpi sarebbero stati sparati in direzione delle città di Goris, Sotk e Dzhermuk. Almeno 49 soldati armeni sarebbero rimasti uccisi secondo il governo locale.

Per questo l’Armenia ha chiesto aiuto a Putin nell’ambito del trattato di mutua assistenza con la Russia. Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha chiamato personalmente Il presidente russo Vladimir Putin per chiedergli di intervenire. "È stata presa la decisione di appellarsi formalmente alla Federazione Russa al fine di attuare le disposizioni del Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza. Ci sarà anche un appello all'Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Otsc) e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in relazione all'aggressione contro il territorio sovrano dell'Armenia", ha annunciato il gabinetto armeno.

L’intervento immediato di Mosca sembra aver dato i suoi frutti visto che dopo gli scontri armati l'Azerbaigian e l'Armenia hanno concordato un cessate il fuoco dalle 8 ora locale (GMT +4), lo riferisce l’agenzia Tass citando il Trend News Agency, una società di notizie azerbaigiana.

Del resto nelle scorse ore i medesimi appelli al cessate il fuoco erano arrivati anche dalla comunità internazionale, in primis gli Stati Uniti. “Non esiste una soluzione militare per il conflitto” ha dichiarato il segretario di Stato americano Antony Blinken si è detto "profondamente preoccupato" per le notizie di nuovi attacchi mentre il ministro degli Esteri azero Jeyhun Bayramov e l'assistente del segretario di Stato americano per gli affari europei ed eurasiatici Karen Donfried hanno discusso telefonicamente degli scontri e delle tensioni in corso al confine azerbaigiano-armeno.

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