È alta la tensione in Egitto, in un Paese che tenta di ricostruire un governo dopo la destituzione di Mohamed Morsi. Ieri il presidente ad interim Adly Mansour ha nominato nuovo premier Hazem El Beblawi la cui intenzione sarebbe quella di offrire dei ministeri anche al partito Libertà e Giustizia, l’ala politica della Fratellanza. Lo ha riferito un portavoce citato dall’agenzia Mena. L’America, a proposito del piano di transizione proposto nel Paese da Mansour, si è detta “cautamente incoraggiata” e il portavoce della Casa Bianca Jay Carnay ha dato notizia di una serie di contatti del presidente Barack Obama con alcuni leader della regione come, ad esempio, il nuovo emiro del Qatar e il principe ereditario di Abu Dhabi a cui ha chiesto di usare la loro influenza per convincere tutte le parti a evitare altre violenze e ad accelerare il ritorno a un governo democratico.

Questa notte due morti e sei feriti – Intanto questa notte altro sangue è stato versato nella regione del Sinai dove si è verificato un attacco dei militanti islamisti contro una postazione militare. Il bilancio degli scontri è di due morti e sei feriti. L’offensiva notturna è stata sferrata con granate e mitragliatrici nei pressi del villaggio di Sadr El Heytan, nel centro della provincia. Secondo fonti sanitarie e responsabili locali, una delle due vittime sarebbe un civile che si trovava a bordo dei un'automobile saltata in aria a causa di una granata. Poche ore prima c'era stato un altro scambio a fuoco tra le forze di sicurezza e i militanti nei pressi del valico di frontiera di Rafah. I gruppi islamisti di base nel Sinai, tra ci i Salafiti per il Jihad, hanno ancor più intensificato i loro attacchi dopo la destituzione del presidente Mohamed Morsi.