video suggerito
video suggerito

Emergenza caldo nel carcere di Opera, nuove denunce: “Detenuti lavati con gli idranti e trattati come bestie”

Fanpage.it ha ricevuto nuove denunce dal carcere di Opera nel pieno dell’emergenza caldo: detenuti senz’acqua, “lavati con gli idranti come bestie” e con le “cimici nei letti”. Le testimonianze dei familiari finiscono in Procura.
(immagine di repertorio)
(immagine di repertorio)

"Non hanno acqua da 10 giorni. Non possono andare in bagno e vengono lavati con gli idranti". A parlare nel pieno dell'emergenza caldo a Milano sono la compagna e la mamma di due detenuti attualmente reclusi nel carcere milanese di Opera che a Fanpage.it hanno denunciato "condizioni degradanti e disumane" nei confronti dei detenuti: "Trattati come bestie".

Già la scorsa settimana erano arrivate le prime, pesanti segnalazioni sulle condizioni di vita all'interno del carcere: celle roventi, acqua razionata, muffa e detenuti costretti a sopportare temperature insostenibili. Ma il flusso di denunce non si è interrotto. Anzi, si è fatto sempre più allarmante. Nelle ultime ore Fanpage.it ha ricevuto nuove testimonianze, trasmesse poi in procura dall'associazione Quei Bravi Ragazzi Family, nelle quali viene descritta una situazione che, se confermata, rappresenterebbe un livello di degrado incompatibile con qualsiasi principio di civiltà.

Le nuove denunce a Fanpage.it

"Mi ha chiamato poco fa, non hanno acqua da dieci giorni", ha esordito la compagna di un detenuto a Fanpage.it. "La aprono solo per mezz'ora al giorno per permettere ai detenuti di lavarsi e negli ultimi giorni neanche quello: hanno iniziato a lavarli con gli idranti, come bestie".

Il racconto prosegue poi con altri particolari inquietanti. "Non possono andare in bagno, gli viene detto di trattenere i bisogni perché non c'è acqua per tirare lo sciacquone. Hanno trovato le cimici nei letti e sono stati costretti a cambiare i materassi", ha aggiunto la donna. "I ventilatori distribuiti solo pochi giorni fa sono troppo piccoli e non fanno aria. Inoltre sono state tolte le tende alle finestre e non hanno alcuna protezione dal sole".

Secondo la donna, le conseguenze di tali condizioni sarebbero evidenti: "Questa situazione provoca malattie, rabbia e depressione. Stanno impazzendo, è davvero grave. È giusto che chi sbaglia paghi, ma non in queste condizioni disumane, perché sono persone prima di tutto. È una condizione di degrado umano". Il racconto della donna trova riscontro nella testimonianza della madre di un altro detenuto recluso a Opera: "Sono senz'acqua, non possono andare in bagno. Li lavano con l'acqua degli idranti e hanno le cimici nei letti", ha rincarato. "È una tortura per loro".

Così, se già nei giorni scorsi le denunce avevano acceso i riflettori sulle condizioni di detenzione durante l'ondata di calore, oggi il quadro descritto dai familiari appare ancora più drammatico. Perché una pena detentiva non può e non dovrebbe tradursi, se le segnalazioni fossero confermate, in condizioni tali da compromettere salute, igiene e dignità umana in un luogo di "degrado e torture". Altrimenti, l'emergenza caldo rischia di trasformarsi nell'ennesima emergenza dimenticata dietro le mura di un carcere.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views