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Ispezione al carcere di Opera dei consiglieri Romano e Bocci (Pd): “Caldo a 40 gradi, un piano 10 giorni senza acqua”

Dopo le denunce pubblicate da Fanpage.it, i consiglieri regionali della Lombardia Paolo Romano e Paola Bocci (Pd) hanno fatto un’ispezione presso il carcere milanese di Opera: “Per due giorni l’impianto elettrico della clinica non ha funzionato e l’acqua non arriva al quarto piano”.
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saltato l'impianto elettrico della clinica interna e per due giorni hanno dovuto mandare qualsiasi emergenza sanitaria, anche di lieve entità, in ospedale. Le pompe dell'acqua funzionano male, così il quarto piano è senza da ormai 10 giorni. Per contrastare il caldo, la direzione ha fatto lavare i detenuti in cortile con gli idranti". Sono solo alcuni degli aspetti critici del carcere milanese di Opera riscontrati dai consiglieri regionali Pd della Lombardia Paolo Romano e Paola Bocci, che a Fanpage.it hanno raccontato cosa hanno visto durante la loro ispezione di oggi, lunedì 29 giugno, a seguito delle denunce pubblicate nei giorni scorsi. "Chiederemo alla Regione Lombardia una copertura medica migliore, ma il problema è a livello nazionale".

"La struttura non riceve manutenzione straordinaria da anni e ha un problema di sovraffollamento devastante", ha spiegato Romano: "Ha circa 800 posti e ospita 1.400 detenuti. Questa è già una prima causa di tanti problemi, come quello della spazzatura che si trova un po' ovunque. La questione igienica è oggettiva, abbiamo trovato anche scarafaggi sulle scale". La direzione che gestisce la struttura in questi giorni sta facendo i conti anche con il grande caldo che si sta abbattendo su Milano, provocando interruzioni di corrente e altre difficoltà.

Come hanno raccontato i due consiglieri dem, per due giorni "l'impianto elettrico della clinica è saltato" e chiunque accusasse problemi di salute, anche lievi, è stato portato in ospedale. "Ancora oggi devono fare là tutte le dialisi", ha continuato Romano: "C'è un gruppo elettrogeno esterno attivo, ma non fornisce la potenza adeguata. In quei giorni è mancata l'elettricità anche ai Cpap, i macchinari per la respirazione assistita, generando così altri rischi giganteschi per la salute dei detenuti. Per non parlare del fatto che di notte c'è solo un medico di guardia per 1.400 detenuti, alcuni dei quali con problemi di salute e anche di tossicodipendenza".

Chi gestisce le varie funzioni della struttura sta cercando di correre ai ripari nel miglior modo possibile, ma ciò che manca sono i mezzi e il numero di dipendenti adeguato. "In questi giorni sono saltate, o comunque hanno funzionato male, le pompe dell'acqua", ha raccontato ancora Romano, "per cui sono 10 giorni che al quarto piano manca l'acqua. Arriva ogni tanto solo di notte, quando gli altri reparti non la usano. Per contrastare il caldo, con le temperature che arrivano tranquillamente a 39-40 gradi, la direzione ha fatto scendere i detenuti nel cortile e gli ha fatto fare le docce con gli idranti".

Anche gli stessi detenuti sanno che le condizioni all'interno del carcere di Opera non dipendono dal personale interno. Alcuni, infatti, hanno proposto di fare una colletta da 20 euro per comprare un Pinguino da mettere nella sala dove si riuniscono per giocare a carte e dove di solito riposano i più anziani. "Gli è stato detto che non è possibile", ha concluso Romano, "gli autofinanziamenti non sono concessi e ormai ogni intervento deve essere approvato da Roma, cosa che rallenta ancora di più le procedure".

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