Una norma per mettere fine alle bollette pazze per la fornitura di energia elettrica, gas, acqua, servizi telefonici, televisivi e internet. La novità viene introdotta con un emendamento alla manovra approvato in commissione Bilancio al Senato: la modifica prevede che gli utenti penalizzati non solo dovranno ricevere il rimborso delle somme eventualmente versate, ma avranno anche diritto a ricevere un risarcimento. La restituzione consisterà in una somma “pari al 10% dell’ammontare contestato e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro”.

Cosa cambia per gli utenti e come avverrà il rimborso

I gestori di questi servizi, dunque, dovranno sempre trasmettere agli utenti le comunicazioni con cui contestano gli eventuali mancati pagamenti e dando un preavviso riguardante una possibile sospensione del servizio, che deve essere fornito in modo “chiaro e dettagliato”. L’utente, nel caso in cui riceva ‘bollette pazze’, ha diritto di ottenere il rimborso delle somme dovute e riceverà inoltre una restituzione sotto forma di penale del 10% del totale versato. Il rimborso per gli utenti che hanno ricevuto bollette pazze può avvenire attraverso due sistemi diversi: o con lo storno nelle fatturazioni successive o con un apposito versamento.

Fdi rivendica: grazie a noi stop a bollette pazze

Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, rivendica la paternità dell’emendamento approvato in commissione. “Fratelli d'Italia esprime soddisfazione per l'approvazione all'unanimità dell'emendamento di FdI a prima firma Fazzolari, che riprende una storica battaglia di FdI – comunica – e che prevede una penale del 10 per cento a favore dell'utente per i gestori e operatori che forniscono energia elettrica, gas, servizio idrico e servizi telefonici, televisivi e internet nel caso di emissione di ‘bollette pazze’”. L’emendamento, come spiega Ciriani, “riprende integralmente un nostro disegno di legge presentato a firma Giorgia Meloni alla Camera dei deputati e Giovanbattista Fazzolari al Senato, e che avvia una rivoluzione a favore dei consumatori attraverso una sorta di meccanismo di responsabilizzazione dei gestori, che ci auguriamo crei un forte disincentivo ad una pratica troppo diffusa, e cioè alla richiesta di importi non dovuti da parte dei gestori di servizi pubblici essenziali”.