Ore 20.40 – Alessandro Di Battista scrive sulla sua pagina facebook: "È una dittatura. Lo avevamo intuito. Ora ne abbiamo la certezza. Invito tutti i cittadini alla calma. L'unica battaglia che dobbiamo combattere è informare chi non sa o ancora rifiuta la verità. Solo la nonviolenza e la partecipazione politica ci salverà da questa dittatura. P.S. Il questore Dambruosio ha picchiato la collega Loredana Lupo. Si vergogni e quel che resta della presidenza della camera prenda provvedimenti". La Lupo aveva denunciato di aver "ricevuto uno schiaffo in faccia dal questore Stefano D'Ambruoso". "Nessuno schiaffo, ho cercato di fermare le violenze", è stata la replica del questore. Mentre tutto ciò accadeva il PD cantava Bella Ciao.

Ore 20.05 – Dopo l'approvazione del decreto alla Camera è esplosa la contestazione nei confronti della Boldrini, costretta a lasciare l'aula visibilmente provata. E' stata accompagnata nel suo ufficio dai commessi, che l'hanno invitata a prendere l'ascensore per evitare di incrociare altri parlamentari infuriati. Lei, però, ha risposto: "Voglio passare da qui non dalla via laterale. Non devo mica scappare, ci mancherebbe altro".

Ore 19.45 – Il decreto Imu – Bankitalia è legge, malgrado il tentativo di ostruzionismo del Movimento 5 Stelle. Laura Boldrini – dopo una consultazione con i capigruppo – ha deciso di adottare la "tagliola", o "ghigliottina. E' la prima volta che un Presidente della Camera adotta questo provvedimento, tagliando la possibilità di intervento sugli ordini del giorno e passando direttamente al voto finale. Il decreto comprendente anche il nuovo assetto della Banca d'Italia, andava approvato entro stasera o si rischiava di pagare la seconda rata della tassa sulla casa.

Ore 18:20 – Terminate le (pochissime) dichiarazioni di voto, Boldrini ha sospeso la seduta in attesa della capigruppo, nella quale si affronterà la questione cruciale: con ostruzionismo il decreto decadrà, a meno che non venga usata la "tagliola" o "ghigliottina".

Ore 17:30 – Terminata la discussione sugli ordini del giorno, tocca alle dichiarazioni di voto. Ogni gruppo avrà a disposizione un tempo crescente, al termine degli interventi (da ultimo quello del Partito Democratico), è convocata la conferenza dei capigruppo: secondo indiscrezioni, se il Movimento 5 Stelle dovesse confermare la volontà di continuare l'ostruzionismo, la presidente Boldrini utilizzerà formalmente la cosiddetta "tagliola" e procederà con il voto. Per il momento molti rappresentanti dei gruppi hanno preferito dichiarare il voto e depositare agli atti gli interventi senza proferirli in Aula.

Ore 13:30 – Il Movimento 5 Stelle conferma, per bocca di Danilo Toninelli, la volontà di andare avanti con l'ostruzionismo, a meno che il Governo non proceda allo scorporo dal decreto della parte riguardante Bankitalia (va detto però che sul testo è stata già votata la fiducia). Immutata la disponibilità dei grillini a votare immediatamente una legge "sanatoria" per impedire che gli italiani paghino la seconda rata dell'Imu. Ora si attende di capire cosa farà il Governo.

Ore 13:00 – Al momento la seduta alla Camera dei deputati è sospesa, in seguito alla richiesta del Movimento 5 Stelle di avere a disposizione del tempo per riunirsi in assemblea. Alcune fonti interne parlano di un possibile stop all'ostruzionismo per permettere l'approvazione del decreto, anche se resta molto difficile che i grillini raggiungano un'intesa in tal senso. Resta comunque la possibilità che la Boldrini opti per la "tagliola". Intanto è polemica sui richiami fascisti (anche se lui ricorda la citazione di Eleonora Pimentel Fonseca del 1799) nell'intervento del deputato del Movimento 5 Stelle Angelo Tofalo, che peraltro arrivano a poche ore di distanza dalla polemica per le dichiarazioni offensive del suo collega di partito Sorial nei confronti di Giorgio Napolitano:

Un'altra giornata campale alla Camera dei Deputati, dall'esito peraltro incerto e difficilmente prevedibile: al centro della discussione sempre il controverso decreto Imu – Bankitalia, ovvero il "disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto legge 30 novembre 2013, n. 133, sulle disposizioni urgenti concernenti l'IMU, l'alienazione di immobili pubblici e la Banca d'Italia", già approvato dal Senato. Come vi abbiamo raccontato si tratta sostanzialmente della seconda rata dell'Imu, della cessione di alcuni immobili pubblici e della rivalutazione delle quote della Banca d'Italia. Su questi ultimi due punti si è concentrata la polemica delle opposizioni ed in particolare di Fratelli d'Italia e del Movimento 5 Stelle, che parlano di un "decreto porcata, uno dei soliti decreti macedonia che mischiano l'aceto col vin santo (Bankitalia e IMU)", spiegando di non poter "consentire che ancora una volta la faccia franca. Si tratta di 7,5 miliardi dei cittadini, consegnati alle banche italiane e straniere, si tratta della Banca d'Italia, e noi facciamo opposizione vera".

Insomma, nessun margine di trattativa sui tempi e rischio concreto che la maggioranza non riesca a far approvare il decreto in tempo utile. Spiega Andrea Sarubbi su La Stampa: "Le opposizioni (e in particolare i Cinquestelle) hanno il coltello dalla parte del manico per far scadere il provvedimento: grazie all'ostruzionismo degli ultimi giorni (e a un errore clamoroso della maggioranza, che non ha calendarizzato il decreto nell'ultimo fine settimana), oggi basterebbe che tutti i deputati M5S intervenissero per arrivare alla mezzanotte senza dare all'Aula la possibilità di votare".

Resta l'ultima possibilità: il ricorso alla cosiddetta "tagliola". Si tratta di una facoltà del Presidente della Camera di chiudere la discussione, togliendo la possibilità di intervento sugli ordini del giorno e passando direttamente al voto finale. Una decisione che non ha precedenti nella storia repubblicana e che ovviamente peserebbe tutta sulle spalle della Boldrini, la quale per ora si è limitata ad un messaggio piuttosto confuso (nel senso che non smentisce né conferma la volontà di utilizzare la tagliola) sulla sua pagina facebook:

Una eventualità al centro anche dei primi interventi di giornata, con l'ostruzionismo del Movimento 5 Stelle ripreso a partire dalla lettura delle osservazioni al processo verbale della seduta precedente e i primi battibecchi con il Presidente Boldrini, "colpevole" di aver troncato la discussione senza permettere ulteriori interventi delle opposizioni. Dura anche la presa di posizione della Lega Nord, che ha ricordato la decisione di interrompere la seduta di ieri alle 22,30 e la "perdita di tempo" in Commissione Affari Costituzionali per la discussione "vuota" sulla legge elettorale. Insomma, se il decreto dovesse decadere, la responsabilità sarebbe anche della maggioranza.

Sulla questione della seconda rata dell'Imu poi la polemica è tutta "tecnico – linguistica". Il Governo e la maggioranza attaccano l'opposizione sostenendo che, con la mancata conversione in legge del decreto, i cittadini sarebbero costretti a pagare la seconda rata dell'Imu. Vero, ma solo in parte, dal momento che basterebbe un ulteriore intervento dell'esecutivo, magari con un nuovo decreto che riprenda il precedente nella sola parte riguardante la tassa sugli immobili, per bloccare il pagamento della tassa. Come del resto "suggerito" da Mentana in un video che sta facendo discutere: