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14 Agosto 2022
13:35

“Salman Rushdie staccato dal respiratore”, lo scrittore è di nuovo in grado di parlare

Le condizioni dello scrittore accoltellato a un convegno sarebbero in netto miglioramento. Quanto all’aggressione, il procuratore parla di un attacco “mirato e premeditato”.
A cura di Andrea Parrella
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Le condizioni di Salman Rushdie, lo scrittore accoltellato due giorni fa nel corso di un convegno a New York, sono in progressivo miglioramento. Questo quanto emerge da fonti internazionali. Bbc specifica che Rushdie è stato staccato dal respiratore ed è ora di nuovo in grado di parlare. Notizia, quest'ultima, confermata dall’agente dello scrittore, Andrew Wylie. a Lo stesso Wylie nelle scorse ore aveva parlato delle condizioni critiche dello scrittore, dallapossibilità di perdere un occhio ai danni al fegato e i nervi di un braccio, tutti derivati dalle dieci coltellate da cui lo scrittore è stato raggiunto, sferrate da parte dell'aggressore.

Rushdie accoltellato 10 volte

Rushdie è in questo momento ricoverato nell'ospedale di Erie, in Pennsylvania, dove è stato portato d'urgenza dopo l'aggressione improvvisa avvenuta durante una conferenza che stava tenendo a New York. Secondo quanto ha riferito il procuratore distrettuale Jason Schmidt, lo scrittore è stato raggiunto da dieci coltellate, tre volte sul lato destro della parte anteriore del collo, quattro allo stomaco, una all'occhio destro, una al petto e una sulla coscia destra. Stando ad alcune testimonianze delle persone presenti, tra cui un'endocrinologa che è intervenuta immediatamente in attesa dei soccorsi, dopo l'aggressione Rushdie versava in una pozza di sangue.

Cosa si sa dell'aggressore di Salman Rushdie

La Polizia ha arrestato l'aggressore, identificato come Hadi Matar di 24 anni. Il procuratore distrettuale della contea, Jason Schmidt, ha parlato di un attacco "mirato e premeditato", spiegando l'aggressore sia arrivato il giorno prima dell'evento che avrebbe visto ospite lo scrittore al Chautauqua Institution, presentandosi con un documento di identità, intestato ad un ‘martire' Hezbollah. L'avvocato d'ufficio di Matar ha lamentato un maltrattamento nei confronti del suo assistito, che a quanto pare sarebbe stato lasciato per troppo tempo in manette in una stazione di polizia, reclamando per lui un trattamento che contempli, come da legge, la presunzione di innocenza.

La taglia sulla testa di Rushdie in Iran

I motivi dell'aggressione non sono ancora del tutto chiari, quello che si sa è che Salman Rushdie ha vissuto per anni sotto scorta a causa di una fatwa che era stata emessa dall'ex ayatollah Ruhollah Khomeini pochi mesi dopo l'uscita del libro "I versi satanici" ritenuto blasfemo. Sulla testa dello scrittore pendeva una ricompensa di vari milioni di dollari, costringendolo a vivere per anni sotto scorta e nascosto. Ci vollero anni affinché l'Iran, grazie al Presidente Mohammad Khatami, smise di supportare quell'editto che, però, una fondazione religiosa mantiene ancora in vita. A metà degli anni '90, però, Rushdie tornò a vivere in società, continuando a scrivere e parlando della fatwa nel libro "Joseph Anton".

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