Il video del tentativo dei sanitari del 118 di rianimare Fakir: “Durante le manovre era ammanettato e legato”

In un altro video sulla morte di Fakir a Bologna si vede il tentativo dei sanitari del 118 di rianimarlo. Ma si vede anche che la vittima è legata pure dalle caviglie, è a pancia in su e non respira più. L'avvocato della famiglia, il legale Fabio Anselmo, ha precisato: "Legato e con il volto marrone per lo spray". Il video è stato girato a Fanpage.it e ve lo mostriamo con le dovute accortezze dal momento che le immagini sono sensibili.
Le immagini mostrano come i sanitari – chi facendogli il massaggio cardiaco, chi somministrandogli l'ossigeno – abbiano provato a rianimarlo ma ormai era troppo tardi. Aveva perso i sensi quando i due poliziotti lo bloccavano e lo immobilizzavano contro l'asfalto.
Il presidente della Società italiana sistema 118, Mario Balzanelli, ha spiegato che "con grande probabilità, Abderrahim Fakir si sarebbe potuto salvare: a fronte di un forte stato di agitazione psicomotoria, il medico avrebbe infatti potuto sedare il soggetto, a sua stessa tutela e impedendo conseguenze più gravi". Resta anche da capire perché non si è proceduto subito con il tentativo di rianimarlo.
Per il legale Anselmo: "Il video del tentativo di rianimazione l'ho ricevuto dai familiari, che me lo hanno fatto avere. I sanitari sono stati costretti ad effettuare quelle manovre quando Fakir era ancora ammanettato e legato: questo non è ammissibile, perché gli agenti avrebbero dovuto liberarlo". E ancora: "Inoltre io sfido chi sostiene la ricostruzione della presunta colluttazione tra alcuni presenti e la vittima, a mostrarne le immagini: non possono esistere, perché non è mai esistita. Esiste solo un movimento inconsistente della vittima, che colpisce un'auto. A seguito di quel colpo cade a terra e poi arrivano gli agenti".
Al vaglio degli inquirenti ci sono diversi video. La Procura di Bologna sta indagando per risalire alle responsabilità sulla morte di Abderrahim Fakir, avvenuta mentre era stato immobilizzato a terra il 19 luglio in via Svevo a Bologna da due poliziotti. Da alcune immagini si vede la vittima a pancia in giù immobilizzata dagli agenti sopra di lui e una terza persona, molto probabilmente un residente, che gli blocca le caviglie. La vittima ha gridato "Basta, aiuto", poi si è sentito male. Si sta procedendo con tutti gli accertamenti del caso.
Intanto sono state iscritte sei persone nel registro delle annotazioni preliminari della Procura di Bologna: si tratta di quattro operatori dell'ambulanza e i due poliziotti del commissariato Bolognina Pontevecchio. L'ipotesi di reato è l'omicidio colposo. Per la prima volta si è attivato lo scudo penale introdotto dal recente decreto sicurezza.