È un Roberto Saviano che ha deciso di "non trattare", come il titolo di una canzone di Vinicio Capossela di qualche anno fa, non sui valori fondamentali, almeno. Non sulle idee, non sulla lotta per la giustizia. "La tua fede non trattare" cantava Capossela. È questo stesso fuoco che arde tra le pagine di ‘Gridalo‘, sua ultima opera letteraria, edita da Bompiani, un mosaico di personaggi realmente esistiti o tuttora viventi chiamati a raccolta dallo scrittore di ‘Gomorra' e ‘La paranza dei bambini' per mettere in scena, tra le pieghe di un racconto a metà tra letteratura, documentazione e politica, la Spoon River dei "cuori puri".

Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King, Francesca Cabrini sono solo alcuni dei personaggi raccontati dall'autore partenopeo, donne e uomini le cui storie – a saperle leggere con l’accanimento del reporter d’inchiesta, con la visione potente dello scrittore – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. "Al punto dove sono arrivato io, cosicché tu possa partire da dove io non ce l’ho fatta ad andare oltre" dice Saviano in quest'intervista ai microfoni di Fanpage.it. "Non voglio farti percorrere strade già battute per tenerti dentro a un sentiero segnato, non voglio insegnarti la prudenza, al contrario voglio portarti nel punto in cui la prudenza deve diventare azzardo e la saggezza temerarietà, perché forse solo così si arriva a tracciare una strada nuova."

Non solo personaggi unanimemente riconosciuti dalla storia dalla parte dei giusti, ma anche uomini e donne controversi e sorprendenti come Hulk Hogan, Joseph Goebbels, George Floyd. "Il gossip è squadrismo e oggi buona parte del giornalismo è al servizio di chi vuole metterti fuorigioco secondo schemi e metodi ben precisi" dice Saviano in un'invettiva contro quel giornalismo che ha abdicato al ruolo di controllo sul potere per diventarne ancella.

Ma ci sono riflessioni e racconti che prendono le mosse dai personaggi di ‘Gridalo' per farsi possibilità di scrittura nella penna di Roberto Saviano, che riflette sul mondo della moda e sul modo in cui ha ormai colonizzato l'intero immaginario della bellezza estetica, ridotta a riflesso di un algoritmo che vuole renderci consumatori sempre meno soddisfatti, sempre più frustrati. "Sei sicuro" dice lo scrittore sotto scorta, rivolgendosi ai giovani a cui si rivolge questo libro "di voler vivere la vita che ci è stata data senza ribellarti, senza gridare al mondo il tuo dolore?"

Grido che – Saviano non se lo nasconde – può naturalmente essere anche un grido frainteso, diverso, non esercitato in nome della giustizia ma del suo contrario, del populismo, del sovranismo. Gridavano i fascisti, i nazisti, gridano oggi gli uomini e le donne che vorrebbero ribaltare l'esito democratico delle elezioni negli USA. Per questo la lezione di Saviano in questo libro diventa importante, perché al grido si deve essere educati, bisogna arrivarci. Perché ci sono valori umani che non possono essere messi in discussione e in fondo ‘Gridalo' è questo: "Una mappa fatta di storie, che non vogliono insegnarci niente, tanto meno a non sbagliare. Ma una cosa la pretendono: aprirci gli occhi. Al ragazzo fuori da scuola, a tutti i ragazzi vogliono raccontare come le loro madri, i loro padri, i loro fratelli maggiori sono caduti e si sono rialzati. Agli adulti vogliono ancora scaldare il sangue, restituire la voglia d’indignarsi, di ritrovare la rabbia giovane."