L'ironia del web, si sa, è implacabile. E così, dopo anni di studi e ricerche, attività di restauro, il Polittico di Gand, il capolavoro dei van Eyck, finisce sommerso dall'onda dei social sul web per la modifica che il restauro avrebbe apportato all'opera così come finora l'abbiamo conosciuta. Già. Perché, a quanto pare, l'aspetto originale di alcuni dettagli è ben diverso da come li conoscevamo. L'agnello mistico del Polittico, innanzitutto. Per molti quegli occhi sono impressionanti, troppo simili a quelli di un uomo, per altri invece, l'attività di restauro è consistita nel passare una mano di rossetto al povero animale.

Naturalmente, ironia a parte, non è così. L'opera è stata restaurata, "scrostata" delle vecchie dipinture, il che ha lasciato emergere dettagli imprevisti anche allo stesso team di lavoro, che ha lavorato seguendo il giusto protocollo, senza insomma "rovinare" l'opera. Per farla breve: non è colpa dei restauratori, se l'agnello mistico dei van Eyck ha quell'aspetto.

Il Polittico di Gand è un'opera fondamentale della storia dell'arte, realizzato da Hubert e Jan van Eyck tra il 1420 e il 1432 per la cattedrale di San Bavone a Gand, nelle Fiandre. Si tratta di una pala d'altare che ha attraversato molte vicissitudini, smontato, venduto, smembrato, usato come bottino su richiesta personale di Hitler durante la Seconda guerra mondiale. Per metterlo in salvo dalle bombe fu nascosto in una miniera di sale, poi recuperata ai nazisti dai famosi Monuments Men, la squadra speciale made in Usa che salvò alcune delle opere d'arte più importanti dalla razzia nazista. L'opera dei van Eyck, dopo il lungo e complicato restauro, sarà di nuovo visibile nella sua posizione da giovedì 24 gennaio.