Sono stati appena assegnati, presso il Piccolo teatro "Paolo Grassi" di Milano, i prestigiosi premi Ubu 2013 per il teatro.La cerimonia è stata presentata da Giuseppe Battiston, già vincitore di alcuni Premi Ubu tra cui quello del 2009 come miglior attore.

 Il premio per il migliore spettacolo dell’anno è andato a "Il panico", scritto dall'ormai noto drammaturgo argentino Rafael Spregelburd per la regia di Luca Ronconi. "Il panico" si aggiudica anche il premio come miglior scenografia, assegnato a  Marco Rossi. [intervista a Rafael Spregelburd]

Luca Ronconi
in foto: Luca Ronconi

La miglior regia viene invece assegnata ad Antonio Latella per "Francamente me ne infischio" di Linda Dalisi e Federico Bellini; uno spettacolo composto da 5 movimenti ispirati al più classico dei film americani: "Via col vento".

Miglior attore in ex aequo a  Carlo Cecchi per "La serata a Colono", e Mario Perrotta per "Un bés-Antonio Ligabue".

Il premio come Miglior attrice viene quest’anno diviso tra le 3 attrici protagoniste di “Francamente me ne infischio”, il cui lavoro è stato considerato inscindibile: Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Vacca, considerate come un unico interprete del lungo spettacolo di Latella.

Gli altri premi assegnati sono stati:

miglior attore non protagonista: Peppe Servillo per "Le voci di dentro";

miglior attrice non protagonista: Antonia Truppo per "La serata a Colono";

nuovo attore o attrice (under 30): Alice Spisa;

nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica: "Pantani" di Marco Martinelli [intervista a  Marco Martinelli]

nuovo testo straniero: "Jucatùre" di Pau Mirò, tradotto e messo in scena da Enrico Ianniello;

Vince come miglior spettacolo straniero presentato in Italia: "Odyssey" di Simon Armitage la cui regia è stata curata dal celebre artista, attore e regista Robert Wilson. [recensione di Odyssey]

Francamente me ne infischio
in foto: Francamente me ne infischio

a Chiara Guidi «per la pluriennale ricerca – condotta dall’interno della Socìetas Raffaello Sanzio – nell’ambito pedagogico e in quello della sperimentazione vocale e preverbale. Una ricerca capace di porre sempre nuove domande al mondo del teatro. E per i festival Màntica e Puerilia, la cui concezione si connota come laboratorio e condivisione del proprio processo creativo, in dialogo con differenti artisti e con portatori di altri saperi, laboratorio la cui stessa scrittura del programma assume la valenza drammaturgica della composizione di un’opera.»

A Danio Manfredini «per l’insieme dell’opera artistica e pedagogica, condotta con poetica ostinazione e col coraggio della fragilità, senza scindere il piano espressivo dalla trasmissione dell’arte dell’attore. Questa costante ricerca, apertasi da ultimo alla via del canto, gli ha consentito di diventare uno dei rari maestri in cui diverse generazioni del teatro si possono riconoscere.»

A Stefano Massini «per il complesso dell’opera drammaturgica, la cui sapiente struttura e presa scenica immediata, sostenute da un limpido impianto epico, gli hanno conquistato l’interesse e il consenso della scena internazionale. In questa prospettiva si segnala in particolare la Lehman Trilogy, dove Massini affronta uno dei nodi cruciali del disordine globale.»

A "Il ratto d’Europa" ideato e diretto da Claudio Longhi con la produzione di Ert e Teatro Stabile di Roma «per l’impegno nel reinventare la funzione sociale del teatro penetrando a fondo nella città con un progetto che – attraverso il coinvolgimento di scuole, associazioni e altre realtà del territorio – porta alla creazione condivisa di momenti spettacolari. Il risultato, frutto di un processo di conoscenza, rappresenta un’estensione dell’esperienza scenica come azione del teatro e dei cittadini intorno al tema europeo.»

Antonio Rezza
in foto: Antonio Rezza

Ad Antonio Rezza e Flavia Mastrella «per il lucido percorso di scavo nella crudeltà ottenuto attraverso il genio sfrenato di un attore e l’intuito plastico di un’artista visiva originale. Capaci di creare drammaturgia a partire da un disarmante trasformismo, e sempre concentrati sulle bassezze dell’umanità – intime e manifeste, individuali e collettive –, i due artisti plasmano una materia dagli esiti estremamente comici e spiazzanti creando un linguaggio feroce che nella sua misteriosa iperbole riesce a toccare anche un grado nascosto della grazia.» Nel ritirare il premio i due esuberanti artisti hanno dichiarato che stanno ricevendo nel 2013 molti premi che avrebbero dovuto ricevere già 26 anni fa. [intervista a Antonio Rezza e Flavia Mastrella]

Molti i sentiti ricordi dedicati a personaggi recentemente scomparsi: Massimo Castri, Patrice Chéreau, attrici di generazioni diverse come Mariangela Melato, Franca Rame e Luisa Pasello, ma anche Franco Scaladti e a Gae Aulenti. Non si è mancato di ricordare che il 9 dicembre 2013 è il ventennale della scomparsa di un poeta del teatro, Antonio Neiwiller.

Gli Ubu 2013 da Latella a Spregelburd, dalle attrici protagoniste di Francamente me ne infischio a Pau Mirò e Enrico Ianniello per Jucature hanno premiato una fascia d'età che in teatro possiamo considerare giovane, incoraggiando la ricerca e la sperimentazione .