Mondiali 2026, la musica la scelgono i tifosi: da “Wonderwall” per l’Inghilterra alla “Cuarta Estrella” argentina

Sono passate solo poche ore alla seconda semifinale dei Mondiali di calcio 2026, che ha visto scontrarsi Argentina e Inghilterra. Una sfida che suggerisce atmosfere legate alla nostalgia del passato, più o meno recente, ma che soprattutto viene raccontata da due canzoni, due inni, che hanno accompagnato le squadre in questa manifestazione sportiva. Infatti, da una parte, la federazione calcistica britannica ha scelto come traccia per celebrare le reti segnate dalla squadra condotta da Thomas Tuchel "Chase the Sun" dei Planet Funk. Ma è impossibile non sottolineare come il brano che ha accompagnato, soprattutto i tifosi, ma anche i giocatori negli ultimi giorni sia "Wonderwall" degli Oasis.
"Wonderwall" degli Oasis e il rapporto con il pubblico inglese
Come scrive qui Fabrizio Rinelli, "Oggi cantare Wonderwall con tutto il popolo inglese subito dopo una partita è diventato un rituale per l'Inghilterra che è stato capace di coinvolgere tutto il mondo". Ma non solo, perché gli autori del brano, Liam e Noel Gallagher, fan sfegatati anche del Manchester City, stanno supportando con una grande comunicazione sui social la squadra. Anche il capitano della nazionale, l'attaccante del Bayern Monaco Harry Kane, ha sottolineato la sinergia con i tifosi attraverso il brano in un'intervista post partita: "Abbiamo questo legame con i tifosi in questo momento, ma anche quel preciso istante, ovvero cantare Wonderwall nello stadio. Tutti conoscevano le parole ed è stato un momento davvero speciale".
Pesa sicuramente sulla scelta di questo brano, non solo il senso di appartenenza, ma anche e soprattutto il ritorno, di grande successo, del duo con un tour negli ultimi due anni che ha attraversato non solo il Regno Unito e che nel 2027 potrebbe raggiungere anche l'Italia con due date a Roma. "Wonderwall" ha anche sostituito "Sweet Caroline" di Neil Diamond, utilizzata nelle ultime manifestazioni europee ed internazionali della squadra britannica. Non meno affascinante la compagine argentina. Perché, se da una parte la federazione sudamericana ha scelto "La cumbia de los trapos" come colonna sonora istituzionale per i gol, tifosi e giocatori hanno deciso di utilizzare come vero inno del torneo "Cuarta Estrella", che può essere traducibile come "Quarta stella".
La "Cuarta Estrella" argentina, dai riferimenti a Maradona e Messi, fino alle Malvinas
Si tratta di uno dei brani più controversi, ma allo stesso tempo più affascinante di questi mondiali, che coinvolge non solo il pubblico, ma anche i calciatori ripresi all'interno degli spogliatoi. Il brano, frutto del lavoro del compositore e cantante argentino Palmito, riprende tre temi specifici. Se da una parte i riferimenti calcistici sono ovviamente legati alle figure di Diego Armando Maradona e Lionel Messi, soprattutto dopo l'ultima campagna iridata, nel testo è possibile scorgere anche il riferimento alle Malvinas, quando canta: "Per le Falkland, per Diego, per l'ultimo mondiale di Leo, Argentina, voglio vederti due volte campione".
Un testo che assorbe ancora più significati dopo questa semifinale tra Argentina e Inghilterra. Ma si concentra sui detriti, ancora attuali, dello scontro che coinvolse le due nazioni nel 1982 per il controllo delle isole nell'Oceano Atlantico meridionale. 74 giorni di conflitto che videro le truppe argentine arrendersi il 14 giugno 1982 a Port Stanley, dopo l'invasione iniziale delle truppe guidate dal dittatore argentino Leopoldo Galtieri. Nello scontro morirono 649 militari argentini, mentre le vittime britanniche rimasero sotto le 300 unità.
"Take Me Home, Country Roads" racconta il viaggio degli Stati Uniti
Una sfida che interseca più generazioni, ma che non spegne le luci su un torneo che ha visto un racconto musicale molto esteso. Partiamo proprio dai padroni di casa degli Stati Uniti, che attraverso la federazione avevano scelto di adottare "Free Bird" dei Lynyrd Skynyrd come inno ufficiale per i gol. Un brano rock che sembra non aver aderito al sentimento nostalgico e trionfalista del pubblico americano, che ha scelto di dirigere i propri gusti verso "Take Me Home, Country Roads" dell'autore folk John Denver.
Una ballad folk sull'infanzia e sull'appartenenza a una società rurale, una scelta completamente opposta alla comunicazione pubblica non solo del team guidato dal coach argentino Mauricio Pochettino, ma anche della narrazione espressa dai media americani in merito alle possibilità di vittoria della squadra statunitense. Le ballad folk hanno intersecato anche altri racconti di squadre al mondiale: basti pensare a "Cielito Lindo" della squadra e del tifo messicano, che hanno avuto maggiore visibilità di "La Negra", il brano scelto dalla federazione dopo i gol della nazionale del Tricolor.
Già ascoltato durante l'ultima manifestazione in Qatar nel 2022, anche nel 2026 è ritornato ad accompagnare i tifosi del Marocco "Dima Maghrib", il coro da stadio trasformatosi poi in un brano grazie a Maher Zain e Humood AlKhudher. Nel brano viene fatto riferimento all'orgoglio e all'unità nazionale, ma anche alla "purezza delle intenzioni", tradotto con il termine "Niya". Nel brano vengono citati anche alcuni pilastri della nazionale come il portiere Yassine Bounou, o il laterale del Paris Saint-Germain Achraf Hakimi, senza dimenticare la coppia composta da Hakim Ziyech e Youssef En-Nesyri, non convocati per i Mondiali 2026.
Senso di aggregazione e riconoscibilità del proprio racconto si avvertono nelle scelte di Brasile e Portogallo, che si affidano alla samba e al fado il loro racconto musicale. Da una parte, il Brasile ha scelto di utilizzare "Esquentando o Couro", una traccia interamente composta da percussioni, una visione più tribale e pura del calcio. Mentre il Portogallo ha utilizzato "A Minha Casinha" di João Silva Tavares e António Melo. Tutt'altro che un brano trionfale, che anzi racconta la nostalgia di una piccola casa, un luogo intimo e familiare.
La storia del rapporto tra "Yes Sir, I Can Boogie" del duo Baccara del 1977 e i fan scozzesi
Alla tradizione si appoggiano anche Olanda e Scozia. La prima, riprendendo uno dei tormentoni pensati per la generazione d'oro degli anni '80, ovvero "Wij houden van oranje" del cantante folk olandese André Hazes. La canzone, che riprende la melodia del "Valzer delle candele" celebra la "febbre arancione" del tifo, ricordando al pubblico come una nazione così piccola possa avere una rilevanza così ampia nel panorama calcistico internazionale. Per la Scozia invece, anche se la federazione ha deciso di utilizzare l'energia folk di "I'm Gonna Be (500 Miles)", dei The Proclamers, da alcuni, "Yes Sir, I Can Boogie" del duo Baccara del 1977 accompagna le fortune e le sfortune calcistiche della nazionale di Steve Clarke.
Tutto nasce da un aneddoto riguardante l'allora difensore della nazionale Andrew Considine. Il calciatore, in forza all'Aberdeen nel 2015, aveva registrato un video amatoriale della canzone durante il suo addio al celibato. Il video è diventato successivamente molto virale tra i tifosi della nazionale scozzese, che dopo la vittoria decisiva contro la Serbia per la qualificazione a Euro 2020, hanno cominciato a intonarla. Gli stessi giocatori, negli spogliatoi, si esibirono sulle note del brano euro-disco.
Eliminati solo poche ore fa dalla Spagna, la Francia si è tradizionalmente arroccata dietro i successi di "I Will Survive" e "Ramenez la coupe à la maison", anche se la federazione ha scelto per questo viaggio negli Stati Uniti "One More Time", uno dei successi discografici più importanti dei Daft Punk. In questo senso, le melodie euro pop coinvolgono anche il Belgio che ha costruito la sua rete di protezione musicale attraverso le note di "Alors on danse" di Stromae. C'è anche chi, con il K-Pop, ha raccontato la propria cultura in tutto il mondo e adesso, ai mondiali, ha deciso di raccogliere quel folklore musicale, proponendolo in una delle vetrine più importanti del mondo.
È il caso di "Jump" delle BLACKPINK, diventata la canzone ufficiale per la Corea del Sud ai Mondiali 2026. E chi, come l'Australia, ha deciso, giustamente, di cogliere l'opportunità di affibbiarsi uno dei più grandi successi della propria nazione. Stiamo parlando degli AC/DC, la band australiana, e della loro "Thunderstruck", tra le canzoni più utilizzate negli stadi e nelle arene di tutto il mondo e che oggi racconta, finalmente, il viaggio di questa nazionale, chiusasi ai sedicesimi di finale dopo la sconfitta ai rigori contro l'Egitto.
Andrea Bocelli e Laura Pausini rappresentano l'Italia ai Mondiali 2026
C'è anche un po' di Italia in questo mondiale, con la presenza di Laura Pausini, invitata dalla Fifa per esibirsi durante la finale dei Mondiali con il brano "Desire", accompagnata da Robbie Williams e Nicole Scherzinger. O Andrea Bocelli, che durante la cerimonia d'apertura a Città del Messico lo scorso 11 giugno per la partita Messico contro Sudafrica si è esibito con "DNA", l'inno ufficiale della competizione, insieme al DJ David Guetta, alla rapper Megan Thee Stallion e alla cantante Ejae.