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16 Aprile 2020
10:57

Luis Sepùlveda è morto per coronavirus: addio a 71 anni al grande scrittore cileno

Lo scrittore cileno Luis Sepùlveda è morto. A dare la tragica notizia El Paìs. Lo scrittore, classe 1949, si era ammalato di coronavirus a febbraio scorso fa ed era stato oggetto di diverse fake news sul suo stato di salute. Da esule nel Cile di Pinochet al successo letterario in Europa: addio a uno dei più grandi scrittori contemporanei.
A cura di Redazione Cultura
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Luis Sepulveda è morto. A dare la notizia il quotidiano spagnolo El Paìs. Lo scrittore cileno, nato nel 1949, è deceduto a causa del coronavirus. La notizia sta facendo il giro del mondo e sul web. L'autore de "La gabbianella e il gatto", di cui nelle settimane scorse si era tornato a parlare proprio a causa del fatto che aveva contratto il virus e sviluppato il Covid-19, con tanto di fake news circolate sulla possibilità che si trovasse in coma (notizia prima confermata e poi smentita) non ce l'ha fatta. Era ricoverato da fine febbraio in ospedale a Oviedo dopo aver contratto l'infezione. Nelle settimane scorse, la moglie (anche lei aveva sviluppato il virus) aveva parlato di un miglioramento nelle condizioni dello scrittore.

Sepùlveda: dal Cile di Pinochet all'Europa

Lo scrittore cileno, nato a Ovalle nel 1949, in Cile, era stato naturalizzato francese. Scrittore di successo, giornalista, sceneggiatore, regista ma anche attivista per i diritti civili nel suo Paese, aveva lasciato il Cile dopo l'incarcerazione subita da parte del regime di Augusto Pinochet. Fu, dunque, uno dei tanti esuli tra gli intellettuali sudamericani della sua generazione. Fu anche per questo un grande viaggiatore, che si spostò lungo tutto il continente latinoamericano e poi nel resto del mondo, fino al suo arrivo in Europa, prima in Germania, poi in Spagna, nelle Asturie.

I libri e i grandi successi letterari

Il suo esordio internazionale da scrittore avvenne nel 1989 con "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore", ma il suo primo libro in Cile risale al 1969, vinse il Premio Casa de las Americas per il suo primo libro di racconti, "Crónicas de Pedro Nadie". Il suo ultimo lavoro, invece, edito nel 2018, si intitola "Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa". Oltre trent'anni di storie e pubblicazioni, che ne hanno fatto una star internazionale della letteratura mondiale. Proprio in queste settimane, infatti, prima che contraesse il coronavirus e che il lockdown nel nostro Paese diventasse realtà, era previsto un suo tour in Italia, tra cui alla fiera del libro (sospesa come qualsiasi altro evento) Napoli Città Libro, di cui avrebbe dovuto essere l'ospite d'onore. Infinito l'elenco di premi di carattere internazionale che aveva ricevuto, così come le onorificenze in giro per il mondo. Tra cui due diverse lauree honoris causa, di cui una nel nostro Paese, conferitagli dalla facoltà di Urbino.

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