La cifra oscilla tra le 20mila e le 30mila unità. Diverse stime, fatte da diversi enti, che tuttavia indicano una certezza: il 2 settembre la classe docente dovrà prendere servizio in previsione dell'inizio dell'anno scolastico 2019/2020 e le cattedre vacanti sono decine di migliaia. Per quanto riguarda il sostegno, poi, la situazione è terribile, e anche stavolta saranno utilizzati quasi interamente precari e supplenti senza adeguata formazione. Il risultato di politiche scolastiche totalmente fallimentari degli ultimi mesi (per non dire anni) si sta avverando. Mesi trascorsi a discutere di altre questioni, come l'autonomia differenziata e regionalizzazione della scuola, ed eccoci ai nastri di partenza col solito problema: la scuola italiana è al collasso e a nessuno sembra importarne un fico secco.

Secondo le stime dell'Anief di qualche giorno fa, sono 30mila le cattedre vacanti su tutto il territorio nazionale: "Potrebbero essere più di 30 mila le cattedre vuote, quasi tutte quelle su sostegno, la conferma proviene dai dati raccolti dai delegati sindacali nel territorio, ma non perché mancano i supplenti". Ma non è l'unica voce all'interno del mondo scolastico. Dai territori non si contano più le notizie in tal senso, da Nord a Sud. In Liguria mancano addirittura 700 bidelli, mentre nel Lazio, come ha riportato ieri il Messaggero, la situazione è catastrofica: mancano quasi 2mila professori. Qui i "posti messi a disposizione per le assunzioni sono oltre 4600 ma ad oggi risultano oltre 2mila senza titolare".

Non se la passa meglio il Veneto, dove al momento le cattedre vuote sono 7821 di cui 2284 di sostegno. La questione, in ogni caso, riguarda tutte le Regioni italiane, dal Friuli Venezia-Giulia alla Campania. E con un governo in disfacimento e un altro da farsi, le previsioni non sono rosee. Ormai siamo agli sgoccioli: lunedì 2 settembre è alle porte, così come l'effettivo inizio dell'anno scolastico. ne saranno felici i precari storici, gli esclusi dalle assunzioni, ma soprattutto le famiglie e gli studenti italiani.