Le accuse di nepotismo a La Fenice di Beatrice Venezi non reggono: per essere assunti c’è un concorso pubblico

Il Teatro La Fenice ha annullato tutte le collaborazioni con la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi che da ottobre 2026 avrebbe dovuto assumere l'incarico di direttrice musicale. Alcune dichiarazioni rilasciate al quotidiano argentino La Nación hanno costretto il Sovrintendente Nicola Colabianchi, appoggiato immediatamente dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, confermandogli la propria fiducia. "La decisione – si legge nel comunicato del Teatro – è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d'orchestra".
Nell'intervista, Venezi ha dichiarato: "Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un'orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio. Sono una donna, ho 36 anni, sono la prima direttrice d'orchestra del Teatro La Fenice, e voglio portare un cambiamento". Una dichiarazione che ha infiammato un ambiente già caldo di suo, che da mesi sta chiedendo un passo indietro alla direttrice e al Teatro. In una nota stampa, la RSU del Gran Teatro La Fenice esprimeva "profonda costernazione e amarezza" per queste dichiarazioni, ricordando come per accedere all'orchestra sia necessario superare un esame pubblico.
"Si tratta di affermazioni gravi, false e offensive, che ledono la professionalità, il merito e la dignità delle professoresse e dei professori d'orchestra della Fenice, professionisti di altissimo livello selezionati esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali basati sul talento e sul rigore procedurale". Marco Trentin, violoncellista dell'orchestra e segretario provinciale Fials Cisal, ha ribadito: "Implicitamente la signora sta accusando di nepotismo la Fondazione. Per entrare in orchestra bisogna fare concorso, quindi altrettanto implicitamente sta dicendo che i concorsi sono pilotati".

Un concetto ribadito anche da un'ex orchestrale, Daniela Santi, che in una lettera al Gazzettino ha scritto: "Leggo con costernazione quanto detto dalla Venezi a proposito del fatto che i posti di lavoro nell'orchestra del teatro La Fenice vengono tramandati di padre in figlio. L'amore per la musica e la passione per il lavoro in teatro è l'eredità tramandata da padre in figlio. Vorrei ricordare alla direttrice Venezi, data la sua poca dimestichezza e conoscenza all'interno dei teatri lirici italiani, che per suonare e amare questo lavoro sono necessari talento, passione, ma soprattutto superamento di concorsi con commissioni formate anche da musicisti esterni di comprovata fama".
Ma veramente le posizioni si tramandano di padre in figlio nell'orchestra della Fenice? Ufficialmente no, nel senso che chiunque deve superare un concorso pubblico per poter entrarne a fare parte. Nella sezione "Lavora con noi" sul sito della Fondazione, infatti, si legge: "La selezione del personale è compiuta sulla base della legge 112/2013 dell’art. 11, c. 19 e dell’art. 1 del Contratto Collettivo Nazionale". L'art. 1 del CCNL delle Fondazioni lirico-sinfoniche dice:
Per l'assunzione dei lavoratori le Fondazioni si atterranno alle disposizioni legislative vigenti nonché a quelle previste dal presente contratto. Le assunzioni a tempo indeterminato di personale artistico avvengono di norma per concorso pubblico, fatta salva peraltro la possibilità per le Fondazioni di ricorrere a chiamate dirette per figure di vertice dell'organizzazione aziendale. Può altresì avvenire per chiamata diretta l'assunzione di figure artistiche di alto valore professionale, sentita preventivamente la RSU/RSA. Nei concorsi per assunzioni a tempo indeterminato costituisce titolo di preferenza, a parità di merito, l'aver acquisito il diritto di precedenza di cui al comma successivo e, nel caso di ulteriore parità, l'anzianità maturata presso la Fondazione.
Per quanto riguarda il comma 19 dell'articolo 11 della legge 112/2013, si legge che "il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato presso le fondazioni lirico-sinfoniche è instaurato esclusivamente a mezzo di apposite procedure selettive pubbliche". Nella legge si stabilisce che "per la certificazione, le conseguenti verifiche e le relative riduzioni del trattamento economico delle assenze per malattia o per infortunio non sul lavoro, si applicano le disposizioni vigenti per il pubblico impiego". Il contratto si conforma alle prescrizioni del contratto nazionale di lavoro ed è sottoscritto da ciascuna fondazione con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.